Questa volta sarò breve. Ho dovuto aspettare qualche giorno per superare lo choc procuratomi da un ministro della Repubblica che gridava, con la sua voce roca, come un tarantolato, con gli occhi fuori dalle orbite, le vene del collo gonfie e rosse: “Devono morire!”, e ripeteva, come una giaculatoria, però urlata, queste due parolette, che...