02.07.09 – 13 luglio, i giornalisti contro il bavaglio
Non pochi lettori si sono lamentati, non infondatamente,di una reazione ancora troppo tiepida dei giornalisti contro la legge bavaglio sulle intercettazioni. Per questo ci fa particolarmente piacere la decisione assunta dalla federazione della stampa di promuovere per la metà di luglio lo sciopero generale della categoria. Si fermeranno tutti, con l’eccezione di Emilio Fede al quale evidentemente i bavagli non danno fastidio. Non è escluso che altri giornali e giornalisti di famiglia possano decidere di imitarlo, del resto viviamo in un paese nel quale il direttore del principale tg pubblico ha dedicato il suo editoriale alla coraggiosa decisione di non dare più le notizie che possono disturbare il proprietario editore di riferimento.
La scelta del sindacato dei giornalisti è una grande scelta civile, che dovrebbe ricevere la solidarietà di chiunque ancora creda nei valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione.
Per queste ragioni sarebbe davvero bello se il prossimo 13 luglio anche i nostri blog, i singoli siti, le emittenti locali decidessero di aderire, sia pure in modo simbolico, e di dedicare tutte le aperture alla protesta dei cronisti italiani, che, mai come questa volta, non stanno difendendo privilegi corporativi, ma il diritto dei cittadini a non essere accecati e assordati.
Alla federazione della stampa, infine, al suo presidente Roberto Natale, al suo segretario Franco Siddi e a tutti i consiglieri nazionali va anche il nostro grazie per aver deciso di esporre dalle finestre del sindacato, che si trova in corso Vittorio Emanuele 349 a Roma,un lungo striscione dedicato alle donne e agli uomini che stanno lottando in Iran per la libertà.
Due segnali importanti in un paese che finalmente comincia a manifestare qualche reazione al berlusconismo ancora imperante, ma piuttosto malconcio.
Giuseppe Giulietti
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