1, 10, 100 manifestazioni (e non solo) contro il bavaglio

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Siamo tra quelli che pensano che la legge bavaglio sia il passo decisivo per la costruzione di una repubblica presidenziale, di stampo autoritario, fondata sulla disgregazione del ruolo e della funzione dei poteri di controllo: giustizia, informazione, parlamento.
Se e quando il bavaglio sarà approvato,verrà meno la possibilità di continuare a definire l’Italia una democrazia parlamentare fondata sulla divisione dei poteri e sul rispetto del principio di uguaglianza tra i cittadini.
Le anime candide, gli ignavi, gli opportunisti potranno continuare a fingere, ma non potranno pretendere di convincere tutte e tutti.
Per queste ragioni ci appassiona davvero poco la discussione sul quando fare la grande manifestazione contro questa legge vergogna. Sarà il tre, il quattro, il nove luglio? Sarà quando sarà e noi di articolo 21 non mancheremo. Non vi è dubbio che bisogna convocare una grande manifestazione di popolo e bisogna farlo il prima possibile. Altrettanto importante è che quella piazza metta insieme giornalisti, magistrati, editori, poliziotti, i tagliati dalla finanziaria e gli imbavagliati dalle intercettazioni, gli oscurati e gli oscurandi.
In quella piazza dovranno ritrovarsi quanti, nei partiti, nei sindacati, nelle associazioni, hanno ancora a cuore la Costituzione e lo stato di diritto, magari decidesse di venire anche qualche cittadino che si era illuso di aver votato un’altra destra, una destra immaginaria.
Poco importa allora disputare attorno alla data, meglio scegliere quella che vedrà la più ampia convergenza di volontà e la più ampia partecipazione.
Ci piacerebbe che, almeno questa volta, le bandiere fossero solo quelle tricolori,e i cartelli riportassero i diversi articoli della costituzione. Libero ciascuno, ovviamente, di portare nel cuore e nel cervello il suo colore preferito.
Magari bastasse una sola data e una sola manifestazione. Ne serviranno centinaia, in Europa e in Italia, e non basteranno le manifestazioni.
Nelle prossime ore la Federazione della Stampa deciderà un ventaglio di iniziative, ciascuno di noi ne aggiungerà e ne promuoverà altre, cerchiamo di farlo in modo coordinato, presentiamo tutti insieme l’esposto alla corte di Strasburgo, costituiamo un collegio di difesa per il ricorso alla corte costituzionale, diamo vita ad una rete di siti all’estero che ospiteranno i testi vietati e imbavagliati, facciamoli impazzire con iniziative improvvise, in Italia e all’estero, capaci di coinvolgere in modo clamoroso anche la opinione pubblica non italiana.
La fantasia non ci manca, le possibili alleanze neppure, migliaia e migliaia di persone sono pronte ad una prolungata e tenace resistenza civile.
Chi ha promosso le grandi iniziative che hanno già riempito Piazza san Giovanni, Piazza Navona, Piazza del Popolo, per fare solo qualche esempio, non avrà certamente problemi ad individuare non solo una data comune, ma un progetto comune per sconfiggere chi vorrebbe tagliare la Costituzione, dopo aver imbavagliato la pubblica opinione.

Giuseppe Giulietti

(14 giugno 2010)

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