1 luglio: 10 buoni motivi per manifestare

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“Bisognerebbe non acquistare più i giornali, scrivono solo bugie”,
“Mangano è un vero eroe, non ha mai risposto alle domande che i giudici gli rivolgevano su di me e sull’amico Silvio”,
“Il povero Brancher deve organizzare un nuovo ministero, certo che non può andare in tribunale”,
“Siamo pronti a impugnare i fucili se i giudici dovessero annullare le elezioni in Piemonte”,
“Siamo stufi di aspettare la legge sulle intercettazioni va approvata subito”,
“Non abbiamo aumentato le tasse”,
“Cosa c’è di male nello scambiarsi le case, se ho commesso qualche errore l’ho commesso da privato cittadino, mica da ministro”,
“La Costituzione italiana ci impedisce di lavorare, ci sono troppe regole da rispettare”,
“La Costituzione è di tipo sovietico, bisogna cambiarla e farlo subito”,
“Cosa vogliono queste istituzioni europee, perché criticano la legge sulle intercettazioni? Se vogliono parlare si presentino alle elezioni italiane, altrimenti tacciano”.

Gli autori sono Berlusconi e i suoi coristi da Dell’Utri a Brancher, da Gasparri a Lunardi.
Li abbiamo citati solo per fornirvi altri 10 buoni motivi per andare domani pomeriggio in Piazza Navona a Roma o nelle altre decine di piazze reali o virtuali che ospiteranno le iniziative contro ogni forma di bavaglio e di censura.
Sarà il caso di essere in tanti perché, proprio in queste ore, alla faccia di chi già blaterava di una possibile archiviazione della legge, il governo Berlusconi Dell’Utri ha deciso di accelerare la pratica e di portarla entro la fine di luglio nell’aula della camera dei deputati.
Il presidente Fini ha manifestato il suo disagio, che, almeno per ora, non sembra aver spaventato più di tanto gli imbavagliatori.
Nei prossimi giorni dovrà decidere se schierarsi dalla parte della legalità repubblicana e della Costituzione, oppure se preferirà piegare il capo e la schiena in attesa di giorni migliori che,stando così le cose,non arriveranno tanto presto, né per lui, né per l’Italia
Il presidente Fini,per ovvie ragioni, non potrà essere presente a piazza Navona, ma forse farebbe bene a mandare un ambasciatore o almeno una piccola vedetta. Presto, molto presto, questi italiani che non si arrendono potrebbero essere utili anche a lui.

Giuseppe Giulietti

(30 giugno 2010)

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