12 ottobre, l’adesione della Rete della Conoscenza: “In piazza per applicare la Costituzione e liberare i saperi”
Carmen Guarino
, Esecutivo Nazionale della Rete della Conoscenza
“Un popolo ha sempre il diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria Costituzione. Una generazione non può assoggettare alle sue leggi generazioni future”. Recita così l’art. 28 della Costituzione francese del 1793, la costituzione più democratica della Francia rivoluzionaria, ispirata ai principi rousseauiani di uguaglianza sostanziale, libertà e sovranità popolare. Tenendo conto della fase di rivolgimento radicale che viveva la Francia in quegli anni la Convenzione immaginò nel ‘93 un impianto costituzionale non eccessivamente rigido e istituì quindi delle regole di revisione piuttosto semplici.
Non si tratta di paragoni azzardati, il richiamo alla Costituzione francese del 93 ci pone piuttosto oggi una domanda quanto cruciale tanto chiara: di quale Costituzione materiale abbiamo bisogno?
La nostra Costituzione, figlia della resistenza antifascista, costruita anch’essa secondo i principi di giustizia e libertà, è attuale perchè può tutelare e dare voce a chi vive ai margini della società; essa può e deve riuscire ad essere quindi la Costituzione di una generazione di giovani che ad oggi si vedono totalmente precarizzati, esclusi dai diritti sociali così come dalla partecipazione politica.
La governance europea, buona parte delle nostre forze parlamentari ed addirittura le principali agenzie di rating (ricordiamo che quest’estate JP Morgan si è espressa contro i diritti sanciti nelle Costituzioni europee post-belliche) rimangono convinti che la per uscire dalla Crisi sia necessario mettere in discussione la costituzione, mettendo in soffitta democrazia e diritti, immaginano addirittura modifiche concrete della Carta costituzionale proprio per “aggiornarla” in questo senso. Non a caso la proposta di stampo presidenzialista ad oggi in discussione alle camere vuole disinnescare proprio l’art. 138, che regolamenta l’iter complesso di revisione costituzionale pensato dai padri e dalle madri costituenti per scongiurare facili colpi di mano: esso è solo l’ultimo tassello di un processo di smantellamento della costituzione materiale in atto da tempo.
Il capitalismo finanziario e le politiche di austerità in questi anni hanno infatti distrutto il welfare state e fatto carta straccia dei diritti sociali in essa sanciti: il diritto al lavoro, allo studio e alla casa, l’istruzione, la sanità e i trasporti pubblici. Si è sacrificato tutto per obbedire alle esigenze dei mercati e – secondo una retorica di cui oggi si abusa – risalire la china della crisi economica arricchendo in realtà solo grandi capitali e speculatori. I colpi della crisi e le conseguenze di queste politiche continuano oggi ad aumentare disoccupazione e povertà, ingrossando le file dei NEET e degli studenti che abbandonano gli studi, demolendo i luoghi della formazione.
Ogni difesa formale della Costituzione in questo quadro perde di senso ed è destinata ad essere ininfluente, c‘è urgentemente bisogno invece di una battaglia di contro-attacco per rivendicare l’applicazione della costituzione e quindi un’inversione di tendenza radicale rispetto alle politiche degli ultimi anni. Attuare la Costituzione vuol dire infatti imboccare una strada che la politica ha presentato come impraticabile, e che invece è la Costituzione stessa ad indicarci: percorrerla vuol dire costruire giustizia sociale, tutelare ed estendere i diritti, liberare i saperi.
Proprio dai saperi, dall’abbattimento delle barriere all’accesso alla cultura, dal rifinanziamento massiccio di scuole e università e da una ricerca libera e non schiava delle esigenze di mercato crediamo che sia possibile e necessario costruire un modello di sviluppo radicalmente alternativo. E’ necessario ripensare cosa si produce e come si produce, rompere con lo stato d’emergenza che ci ha imposto l’austerità in questi anni, presentandoci la distruzione del settore pubblico e i sacrifici richiesti sempre alle fasce medio-basse della società come necessari. Le vere emergenze del Paese sono sociali e democratiche: attuare la Costituzione significa innanzitutto cambiare il contenuto e le prassi con cui si prendono le scelte politiche del Paese.
(11 ottobre 2013)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.