12.07.09 – Lo spirito dell’Aquila e l’etica in economia

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Le lodi al successo dello spot pubblicitario celebrato all’Aquila si sprecano. Con le motivazioni più stravaganti: “il successo del premier è anche il successo dell’Italia e quindi è anche mio” dice più di un dirigente del Partito Democratico ansioso di annettersi qualche briciola del banchetto berlusconiano.
Poi ci sono sempre quelli che guardano più in là: sullo spirito dell’Aquila fondiamo una nuova concordia. Sull’argomento converrebbe far parlare i terremotati che hanno assistito a una kermesse appiccicata alla loro sventura e a cui resterà giusto solo un po’ di colla. Con in più lo scomodo di avere il presidente del consiglio in vacanza tra i piedi perfino ad agosto, se vale la minaccia di trovarsi una villa anche là…
Secondo: quello spirito, se mai c’è stato, è già svaporato. Le dichiarazioni trucide di Berlusconi sull’opposizione e sulla fronda interna alla sua maggioranza testimoniano un rapido ritorno allo stile consueto. Mario Monti non se n’è ancora accorto e fantastica che sul nuovo senso della misura si possa fondare una nuova intesa tra maggioranza e opposizione per fare finalmente le riforme di cui il paese ha bisogno. Ad esempio riforme incisive nella scuola e nell’università, subito dopo che Gelmini avrà liquidato quelle pubbliche. E poi naturalmente la concorrenza, termine fisso d’eterno consiglio del capitalismo italiano, saldamente in mano al monopolista più potente e coriaceo dell’intera economia nazionale. Ha idea Monti di quanti dirigenti Mediaset siano transitati o siano accampati in pianta stabile nella dirigenza Rai, naturalmente in nome della concorrenza (Bergamini docet)?
La risposta diretta al sogno di Monti viene, manco a dirlo, da Tremonti. Ha due sole mani ma gli bastano. Con una licenzia la panzana aquilana sull’economia mondiale: si chiama Global Legal Standard e sarebbe niente meno che un codice etico per l’economia, prodotto direttamente dal commercialista italiano più bravo nel ridurre al minimo le tasse dei propri clienti. Con l’altra ripristina il principio di realtà con il nuovo scudo fiscale. E’ nuovo perché ha l’etica incorporata. Garantisce una vasta sanatoria che esclude la punibilità per falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, emissione di fatture false e tutti i reati tributari. C’è perfino uno sconto per chi accede alla, si fa per dire, regolarizzazione tramite sottoscrizione di titoli di stato pagando un interesse devoluto alla ricostruzione dei territori devastati dal sisma del 6 aprile. Non solo: chi accede a questa opera benefica viene di fatto protetto da nuovi accertamenti fiscali nel periodo 2004-2008.
Viva l’Italia, viva la concorrenza!

Pancho Pardi



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