14 dicembre: difendiamo il diritto a manifestare di studenti e operai
L’appuntamento del a Roma, voluto prima di tutto dagli studenti, sta crescendo per importanza e valore. La Segreteria nazionale della Fiom ha aderito alla mobilitazione e quindi per la prima volta da tanto tempo avremo non gli studenti che partecipano alle manifestazioni operaie, ma esattamente il contrario: operai e militanti sindacali che partecipano a un appuntamento lanciato prima di tutto dagli studenti.
E’ una novità della vita politica italiana, che si muove nel quadro di quel risveglio delle coscienze e della mobilitazione che sta avvenendo in tutto il Paese e che è partito con il no della Fiom al ricatto di Pomigliano. Da allora si è diffusa ovunque una presa di coscienza che ha portato i migranti sulle gru, i cittadini in piazza contro il degrado ambientale e la catastrofe annunciata dei rifiuti, gli attori e gli uomini dello spettacolo e della cultura in piazza. Ora gli studenti, in piazza contro la Gelmini, sembrano quasi raccogliere un testimone dal no degli operai di Pomigliano.
E’ un Paese che si mobilita e che rialza la testa e che vuole dare la sua sfiducia al Governo, sfiducia che non è esattamente la stessa del Palazzo, sempre più impaludato in tattiche incomprensibili e immiserito dalla compravendita dei parlamentari.
Il 14 dicembre porterà a Roma anche un’altra novità politica, quella di “Uniti contro la crisi”, una sede nella quale movimenti e organizzazioni diverse si incontrano senza volontà o spinte egemoniche, ma con il solo scopo di diffondere la mobilitazione.
Il 14 dicembre però si annuncia anche come un giorno nel quale il Governo minaccia la reiterazione e l’intensificazione dell’uso del manganello, come risposta alla contestazione e al dissenso. Sono pessimi i segnali che vengono su questo fronte. Pare che non si voglia neppure permettere ai manifestanti di avvicinarsi alla piazza di Montecitorio, che dovrebbe essere invece aperta a tutti, in particolare nel giorno in cui nel Parlamento si discute e si decide del futuro del Governo. Evidentemente la partecipazione dei cittadini alla democrazia è considerata uno dei tanti diritti da cancellare, assieme al contratto nazionale per i lavoratori e al diritto allo studio nella scuola e nell’università pubblica.
Per questo è necessario che attorno alla manifestazione del 14 si crei una catena di solidarietà morale e intellettuale, per difendere il diritto a manifestare e dissentire. E’ bene che intellettuali, militanti democratici, donne e uomini della cultura e dello spettacolo, personalità delle istituzioni, esprimano la loro solidarietà e il loro appoggio alla manifestazione del 14 mettendo il Governo di fronte alle gravissime responsabilità che si assumerebbe se uno dei suoi ultimi colpi di coda fosse rivolto contro il diritto di manifestare degli studenti e degli operai.
Giorgio Cremaschi
(10 dicembre 2010)
| Condividi |
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.
