17.06.09 – Fiorello, il Cavaliere e l’Antitrust

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Fiorello, il popolare artista amato da milioni di italiani, ha rilasciato una intervista al periodico Vanity Fair, che per altro non è stato ancora inserito da Berlusconi nella lunga lista dei media che complottano contro di lui. Senza tanti giri di parole Fiorello ha descritto una singolare riunione a casa Berlusconi nella quale il presidente lo ha caldamente invitato a non tradirlo con l’odiato Murdoch. Il medesimo Fiorello ricorda di essere rimasto assai perlesso dall’atteggiamento di un presidente del consiglio che nel pieno della emergenza spazzatura e terremoto, trova il tempo per preoccuparsi delle aziende di famiglia.

"Ero talmente a disagio che non vedevo l’ora di alzare i tacchi e andare via…", più o meno cosi conclude la sua dichiarazione l’artista siciliano.

Per qualche ora abbiamo pensato ad uno scherzo, ad una delle tante burle di Fiorello. Non è escluso che sia così, ma sino ad ora non sono ancora arrivate rettifiche o smentite.

Nel frattempo ci farebbe piacere sapere se le autorità di garanzia abbiano almeno fatto una telefonata a Fiorello per saperne di più.

Il presidente dell’antitrust professor Catricalà ha segnalato la difficoltà da parte delle autorità medesime ad intervenire quando i conflitti di interesse si manifestano "in modo dinamico ed evolutivo". Non sappiamo se si tratta di un caso di conflitto "dinamico", ma vogliamo segnalare alle autorità le ultime dichiarazioni di Fiorello. Il popolare artista ha raccontato un episodio che, al di la di qualsiasi altra considerazione rappresenta una grave interferenza nelle dinamiche di mercato. La stessa interferenza si era già realizzata quando il presidente del consiglio-editore aveva riunito a casa sua la maggioranza per decidere gli organigramma della Rai. Nella medesima fattispecie rientrano anche le minacce rivolte dal presidente-editore agli editori con l’invito rivolto agli industriali a ritirare la pubblicità ma questo invito sembra già essere stato accolto. Tra poche ore il consiglio di amministrazione della Rai dovrà decidere anche sul futuro delle piattaforme satellitari e digitali. Da tempo Sky ed il suo editore sono terminati nella lista nera del presidente-editore. Siamo sicuri che le autorità di garanzia vorranno illuminare a giorno le decisioni che saranno assunte per impedire che possano manifestarsi nuovi e più gravi casi di conflitto di interesse "dinamici".

Ci rendiamo contro che la sola parola conflitto di interessi possa provocare fastidio e disagio anche negli uffici delle autorità di garanzia, ma il loro compito, purtroppo per loro, è proprio quello di tutelare l’interesse generale contro gli interessi particolari.

Invece di perdere tempo con i presunti complotti internazionali, orditi da Pippo, Pluto e Paperino, sarà davvero il caso di dedicarsi a svelare e a ostacolare la integrale realizzazione del piano di rinascita nazionale della vecchia e sempre attiva loggia P2.

Nelle prossime ore ne manderemo una copia ai presidenti delle autorità, affinche possano far sentire la loro voce, o almeno un sussulto. Sarebbe già un evento rispetto al silenzio odierno.

Giuseppe Giulietti

(17 giugno 2009)



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