2 ottobre, non è tempo di dividersi

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"Povero Silvio non lo fanno lavorare, persino la Costituzione ce l’ha con lui..", sembra una gag del comico Cornacchione, invece sono parole di uno dei suoi fedelissimi, l’onorevole Giorgio Stracquadanio.

Forse pensandoci bene il fedelissimo non ha tutti i torti. Senza questa maledetta Costituzione forse Berlusconi avrebbe potuto nominare direttamente Fedele Confalonieri al ministero che si occupa delle tv, anzi forse senza questo maledetto pezzo di carta e magari anche senza leggi e persino senza i 10 comandamenti sarebbe stato possibile lasciare Scajola al suo posto, oppure richiamare Previti agli interni,oppure mettere Dell’Utri direttamente alla giustizia magari per occuparsi del processo breve o meglio del processo brevissimo.

Senza costituzione, senza giudici, senza poliziotti, forse, sarebbe stato possibile richiamare dall’al di là il mafioso Mangano e affidargli qualche autorità di garanzia, forse la medesima corte costituzionale.

Senza Costituzione sarebbe stato possibile imporre la legge bavaglio, liquidare le trasmissioni e i giornalisti sgraditi, sottoporre a perizia psichiatrica preventiva "quei pazzi dei giudici", oppure sbaraccare quella vergogna delle scuole pubbliche, della sanità per tutti e quella anticaglia dell’articolo 41 della costituzione che ancora si ostina a tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori, anche quelli di Melfi o di Arcore.

Si ha ragione Stracquadanio senza questa carta voluta dai padri e dalle madri costituenti, Berlusconi avrebbe avuto meno problemi a mettersi sotto i piedi la repubblica, la legalità repubblicana, il parlamento, ciò che ancora resta della divisione dei poteri, pilastro di ogni ordinamento che voglia definirsi democratico.

Proprio perché Stracquadanio ha ragione e ha ben interpretato gli umori reali del piccolo Cesare, sarà bene non perdere altro tempo e aderire tutti alla grande manifestazione per la Costituzione convocata a Roma per il prossimo 2 ottobre.

Non è tempo di distinguo, tanto meno di ripicche e di gelosie di sigla o di organizzazione, di fronte al disegno di fare a pezzi la nostra carta fondamentale, bisogna ritrovarsi tutti, compresa la destra di Fini, attorno alla bandiera nazionale per liberare l’Italia da un incubo durato troppo a lungo.

Per tornare a litigare il tempo non ci mancherà di certo, ma non è questo il momento.

Giuseppe Giulietti

(4 settembre 2010)

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