27 febbraio, De Magistris in piazza con il popolo viola: “E’ il momento della partecipazione civile contro il berlusconismo”

Luigi De Magistris

, da luigidemagistris.it

Sarà la piazza di sabato 27 febbraio a rispondere a quanti speravano che il popolo viola del No B day rifluisse nel silenzio intimo della rassegnazione. E sarà una risposta determinata e colorata capace, anche questa volta, di ricordare che la rinuncia alla battaglia contro il berlusconismo è un lusso che non ci è consentito, oltre ad essere un’ipotesi che non esiste.

Adesso non è permesso lo sconforto, il rivolgimento nel privato, il vittimismo del "non cambierà mai". Adesso è il momento della protesta e della proposta, dell’iniziativa pubblica, della partecipazione civile, del coraggio del "possiamo cambiare". Rispetto al 5 dicembre in cui siamo scesi in piazza per quel primo appuntamento nato dalla rete, il quadro politico nazionale è probabilmente peggiorato (se peggioramento era possibile).

E’ stata infatti approvata la norma sul legittimo impedimento, confezionato ad hoc per garantire la trasformazione di Berlusconi in legibus solutus, ed è salito in superficie lo scandalo della Protezione civile, che ha rinforzato la convinzione di quanto la questione morale sia un’emergenza democratica da affrontare subito. Il presente lascia dunque pensare ad un futuro ancora più oscuro. Non è una considerazione da profeti pessimisti, semplicemente la percezione di quanti vedono la democrazia a rischio osservando le azioni di questo Governo.

La paura per il futuro della democrazia si chiama ddl intercettazioni o norma sui pentiti, riveste le sembianze del lodo Alfano costituzionale o della Bertolaso Spa, si manifesta nelle liste elettorali composte di veline e amici degli amici, si alimenta delle accuse di eversione rivolte dal premier a quanti difendono la Costituzione, assume il volto del dossieraggio-killeraggio politico delle forze che hanno condotto un’opposizione ferma, si annida nelle politiche economiche che introducono "la privatizzazione a tappe forzate" per disporre dei beni e della vita pubblica come fosse "roba" di pochi (dall’acqua al ritorno del nucleare, fino alla mancanza di una politica industriale anti-crisi).

Però, sempre rispetto a quel 5 dicembre, qualcosa si è messo in movimento e ed è su questo movimento che può poggiare la speranza di un cambiamento. Primarie partecipate in Puglia, il popolo viola che ha continuato ad incontrarsi e a parlarsi, l’apertura di un confronto sulla necessità di garantire "trasparenza" in occasione del prossimo appuntamento elettorale, pur con tutte le polemiche e le diversità di opinione anche tra "compagni di viaggio".

In questo Paese le coscienze non si sono addormentate sotto l’influenza berlusconiana, o per lo meno non completamente e non tutte. Proprio loro saranno protagoniste sabato e porteranno in piazza, con le loro sciarpe viola, anche il "sogno di una cosa", che è concreta quanto politica: la difesa della Costituzione e dello stato di diritto. Perché non si dica che questa piazza è populista e tantomeno forcaiola. Questa piazza è semplicemente democratica e realista, ricca di progetti e di idee, alternativa pacifica al Governo ma soprattutto al suo modello ideologico.

(24 febbraio 2010)

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