29.06.09 – Berlusconi: il ridicolo e il pericolo
Ritorna, fenomeno ciclico, l’interrogativo se Berlusconi sia un personaggio più ridicolo che pericoloso o viceversa. Di volta in volta la bilancia pende da una parte o dall’altra.
Nel suo ultimo intervento in politica estera (materia per cui nutre un amore non corrisposto) si presenta unico capo del governo tra i ministri degli esteri e mescola l’esaltazione del proprio ruolo provvidenziale con gaffes ormai abituali. La politica di Obama in Iran “troppo debole” e il “buon Sarkozy”, suo ex avvocato (!), spedito a chiacchierare con Medvedev mentre lui, Berlusconi, risolveva con Putin i problemi del mondo, sono fatti che inclinano decisamente verso il ridicolo. Rafforzato dalla sua impossibilità di rendersi conto quanto appaia ridicolo ai suoi interlocutori internazionali, i quali ormai si saranno abituati a trattenere, a fatica, il riso di fronte alle sue boutades di intrattenitore televisivo. “Papi” li induce al buon umore ma fornisce loro anche qualche motivo di sgomento.
Di segno opposto è invece la cena con i suoi più stretti collaboratori di governo e di maggioranza insieme a due giudici costituzionali. Qui c’è da chiedersi in che mani sia caduta la salvaguardia della Costituzione. Giudici incuranti del fatto che tra poco tempo dovranno, insieme ai colleghi, esprimere un giudizio sul Lodo Alfano. La legge fu inventata apposta per sottrarre il capo del governo ai numerosi procedimenti giudiziari a suo carico e ha già dato prova di sé impedendo che la condanna dell’avvocato Mills per essersi fatto corrompere da Berlusconi si traducesse nell’evidente colpevolezza di Berlusconi per averlo corrotto.
Il capo del governo, non contento di aver sfigurato fin dall’inizio il principio della legge uguale per tutti, vuole mettere le mani sulla Corte Costituzionale e in questo contesto trova due giudici pronti a cenare con lui. Protesta Mazzella, uno dei due, “a casa mia mi invito chi mi pare”. No caro giudice: lei invita chi le pare ma se invita il presidente del consiglio più inquisito del mondo lei si espone alla critica più radicale. I cittadini sanno fin da ora che nella Consulta che giudica il Lodo Alfano ci sono due membri di cui può essere messa in dubbio l’imparzialità. Qui si passa decisamente dal ridicolo al pericolo.
Unica consolazione è che con le figuracce accumulate dalla visita a Noemi in poi, col giro di donne a pagamento a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa, col disvelamento delle sue maldestre frequentazioni, con i voli sugli aerei di Stato e le ragazze vestite da Babbo Natale, e infine con l’esposizione a ricatti molteplici da parte di autori ignoti, Berlusconi ha demolito da solo e in modo irrimediabile la sua aspirazione a salire alla Presidenza della Repubblica. Prima dello scioglimento si dovrà soffrire ancora parecchio ma almeno siamo già sicuri che non vedremo sventolare la bandiera di Mediaset dal Quirinale.
(29 giugno 2009)
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