A Genova il Pd preferisce perdere?
Luca Traversa
Mancano pochi giorni alle elezioni amministrative e qualcosa non mi torna. Il candidato sindaco del centro-sinistra, democraticamente scelto tramite primarie, è dato intorno al 50 % nei sondaggi e potrebbe farcela addirittura al primo turno, nonostante abbia ben dodici avversari. Ci aspetteremmo un susseguirsi di appelli per lui, una folta schiera di sostenitori all’interno dei partiti della coalizione o magari degli ex sindaci. Eppure ciò non accade. Come mai?
Nichi Vendola è venuto a Genova una settimana fa, ed è stato un momento emozionante che abbiamo avuto modo di raccontare. Pierluigi Bersani verrà venerdì, a due giorni dal voto, e sarà senz’altro un segnale importante. Ma si ha come la sensazione che sia mancato qualcosa. Per esempio, gli ultimi due sindaci della città sono di centro-sinistra. Perché non si sono espressi con forza a favore di Doria? Si vocifera che pezzi del Pd premano per il voto disgiunto, preferendo Enrico Musso come candidato sindaco. Sarà vero?
Non è un mistero che la Liguria sia dominata da anni da uno schieramento trasversale di politici, imprenditori e affaristi, che costruisce col mattone le proprie fortune. Non c’è partito che possa dirsi alieno a questo sistema. La vittoria di Marco Doria deve aver scombussolato i piani di molti. Lui, professore universitario, studioso, non ha vissuto di politica, né di appalti pubblici. Rappresenta senza dubbio una novità nel centro-sinistra ligure. E’ l’ennesima sorpresa uscita fuori dalle primarie: dopo Napoli, Cagliari e Milano ecco Genova.
Probabilmente, senza questo prezioso strumento di democrazia, il Pd avrebbe presentato i “suoi” candidati e non avrebbe vinto in tutte quelle città. Invece, grazie al voto di migliaia di cittadini, si è optato per un nuovo modello di politica, concreta e partecipata, lontana dalle segreterie di partito.
Francamente ho visto un sostegno tiepido a Marco. Troppo tiepido. Può darsi che mi sbagli, me lo auguro. Ma non vorrei che le logiche ancestrali di spartizione del potere prevalgano ancora una volta sull’esigenza di rinnovamento che la cittadinanza esprime. E’ possibile che il centrosinistra non riesca a sentire il polso del suo elettorato? Non chiediamo chissà quali statisti. Pretendiamo però persone serie, oneste, in grado di ascoltare la popolazione e interpretarne gli afflati.
Marco Doria presenta queste caratteristiche, indubbiamente. Per questo va sostenuto, con forza.
(3 maggio 2012)
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