A proposito di Chiesa, politica e laicità

Amelia Frascaroli

Il , candidata alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Bologna

“Noi sacerdoti – ha scritto l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra sull’ultimo supplemento domenicale di Avvenire – dobbiamo rimanere completamente fuori dal dibattito e dall’impegno politico pre-elettorale, astenendoci assolutamente dall’appoggiare qualsiasi partito o schieramento politico o candidato sindaco”. E io sono assolutamente d’accordo, purché il richiamo valga per tutti. Don Giovanni Nicolini, ex direttore della Caritas nonché mio caro amico, ha partecipato come relatore a uno dei miei incontri e poco dopo si è scatenata un po’ di polemica. Ma è venuto per parlare di laicità, una parola che ho sempre cercato di valorizzare fin dagli esordi della mia campagna elettorale e che soprattutto è sottolineata più volte dalla nostra Carta costituzionale.

La parola ‘laico’ vuol dire popolare, cioè di tutti e che riguarda tutti in modo condivisibile, al di là di ogni appartenenza. Nel mio percorso verso le primarie vorrei assumere questo spirito: parlare con tutti dei temi che riguardano la vita della città con uno stile laico, con la consapevolezza che nessuna strada positiva può essere scartata anche se viene da oltre frontiera. Le frontiere sono rigide: o stai di qua o stai di là. Sinceramente io ho sempre sconfinato.

In questi giorni, poi, vorrei che Bologna sapesse analizzare il proprio passato. Perché “il futuro ha radici antiche”, soprattutto qui. Fortunatamente il passato della mia città traccia la strada da intraprendere per le amministrazioni future. Il passato di Bologna ha un trascorso che ha molto da insegnare: ha avuto una politica che ha saputo colloquiare tra le diverse forze in campo. Uno dei più grandi sindaci di Bologna infatti, Giuseppe Dozza, è stato importante anche per il dialogo che ha saputo instaurare con l’opposizione di allora, e in particolare con Giuseppe Dossetti, suo avversario alle elezioni del 1956 e poi consigliere comunale della Dc, e per il rapporto istituzionale e personale instaurato con il cardinale Giacomo Lercaro. Ma ora “l’incantesimo” è stato infranto. Cosa serve per ricucire questa distanza? Probabilmente un vero civismo.

(5 gennaio 2011)

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