A volte ritornano
Carlo Cornaglia
Il caiman con aria stanca
faticosamente arranca
su una strada ormai in salita.
Par la pacchia, ahimé, finita.
Delusioni senza fine:
dalle immemori Olgettine:
“Ma che barba questo vecchio…”
al responso dello specchio,
dalle frasi irriverenti
degli amici maldicenti
alle critiche feroci
ormai di milion di voci.
Silvio è pieno di problemi:
gli elettori meno scemi
incominciano a capire
dove li ha portati il Sire.
Dopo lodi e salmodie,
dopo encomi e litanie,
il suo nom non tira più,
la sua faccia è ormai tabù
Per le vie sempre incombente,
era ovunque, sorridente
oppur serio ed impettito,
ritoccato e rinfoltito,
di profilo oppur di fronte,
lo statista mastodonte
che ti dava sicurezza
e di vincer la certezza.
Ora non è più così,
il mostrar Ghepensimì
porta a risultati orrendi
e i sondaggi son tremendi,
sempre primo, ma dal fondo…
Il partito è moribondo
e tentarne la salvezza
vuole dir che Sua Bassezza
deve andar da un’altra parte
per confondere le carte.
Si farà un nuovo partito
con a capo l’impunito,
il suo nome è “Forza gnocca”…
La battuta sembra sciocca,
ma l’ha fatta Berlusconi.
Da una parte tutti i buoni
e dall’altra gli arrapati,
per la gioia dei prelati.
Andran nell’ex Pdl,
ormai senza marachelle
di puttane e di affaristi,
tutti quanti i democristi,
dai Casini ai Buttiglioni,
ai pieddini alla Fioroni.
Tutto è stato pattuito,
boss e nome del partito:
grande capo sarà Alfano
del team “Forza Vaticano”,
Silvio del team della gnocca.
E a Casini cosa tocca?
Figliol prodigo tornato,
sarà capo dello Stato.
Del restyling la morale:
“Nulla cambia, tutto è eguale,
stessa brutta compagnia,
con surplus di sacrestia”.
(10 ottobre 2011)
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