Alemanno e il bluff pericoloso della sicurezza

Patrizio Gonnella

Pochi giorni fa nel quartiere di San Basilio Nuovo un giovane della zona ha tentato di scippare un anziano suo vicino di casa. Questi è caduto per terra. Ha sbattuto la testa ed è morto. Ciò che sta succedendo nella periferia romana è frutto della crisi economica e morale che stiamo vivendo e subendo.

Gianni Alemanno è diventato sindaco grazie al pericoloso bluff della sicurezza. Ha sfruttato le paure della gente, ha alitato sulle tragedie, ha parlato alla pancia delle persone. Si era alla fine del 2007. Da poco era stata barbaramente uccisa Giovanna Reggiani. L’allora sindaco Walter Veltroni lanciò la sua campagna a premier contro Berlusconi chiedendo un pacchetto sicurezza contro i rumeni. Mise in difficoltà il più mite e ragionevole Romano Prodi. A sinistra ci fu sconcerto. Veltroni si dimise all’inizio del 2008 per poi perdere nettamente e in quasi solitudine contro la destra. Alemanno ebbe quindi mano facile contro Rutelli.

Ad Alemanno riuscì facile proporsi come l’intollerante, il duro, il Rudolph Giuliani del Lazio. Vinse in surplace le elezioni bombardando Roma sul tema della sicurezza. Come sempre accade ai pavidi, ha interpretato la sua lotta per la sicurezza in una battaglia personale contro i deboli della città, nella fattispecie rom e prostitute. Nel frattempo si è circondato di consulenti e amici coinvolti in vicende criminali di spessore. Non ha tenuto conto però che la crisi iniziava a mordere.

Mentre lui si preoccupava di consolidare il suo potere e di diventare star nazionale della destra sociale, le periferie sono state totalmente abbandonate. La sicurezza è rimasto uno slogan contro rom e prostitute. Sono nate organizzazioni territoriali criminali dirette alla gestione di attività illegali, principalmente, ma non solo, legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Generazioni intere senza prospettiva di lavoro hanno iniziato a dar da mangiare alle loro famiglie grazie ai proventi della vendita di cocaina.

I padri a San Basilio Nuovo (ma ciò vale anche per molti altri quartieri della cintura romana), affamati, disoccupati e socialmente abbruttiti, hanno iniziato a coprire i figli “delinquenti”. Altri padri dello stesso quartiere, quelli non accondiscendenti, sono stati derubati, intimiditi. San Basilio era un quartiere rosso dove negli anni settanta il movimento delle occupazioni fece partire la lotta per la casa. Sono i figli di quella generazione di lotta a essere oggi invischiati nel crimine. In quel quartiere l’attuale amministrazione comunale romana ha immotivatamente bloccato lavori di riqualificazione sociale e urbana. Dopo il morto si è presentato Alemanno tra qualche protesta e nella più generale indifferenza.

Il Pd lo ha sfidato sul terreno della sicurezza. Un terreno che ritengo fragile, difficile, scivoloso. Meglio sarebbe stato sfidarlo sul terreno del recupero delle periferie e della loro valorizzazione, delle piazze buie, dei centri culturali chiusi, dei trasporti che non funzionano, delle nuove linee metropolitane che non si sa quando partiranno. Lì Alemanno avrebbe avuto ben poco spazio per difendersi. E’ dalle periferie delle grandi città che deve ripartire il lavoro culturale e sociale di chi si oppone a questa destra becera.

(27 settembre 2011)

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