Alice Salvatore, l’alternativa al burlandismo

Giovanni Spalla

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Dopo anni di impegno alla ricerca di una sinistra sociale (visto il suo frantumarsi e allontanarsi dai principi originari e il suo burocratizzarsi e corrompersi), ho deciso di partecipare alla campagna elettorale dei ragazzi Cinquestelle in Liguria.

La candidata alla Presidenza della Regione, figura politica nuova, per età, capacità, temperamento è la trentunenne Alice Salvatore, docente di inglese, sguardo trasparente, sorriso limpido, carattere allegro e tenace.

Un primo risultato: essendo dotata di una forte volontà di potenza al femminile, ha scombinato i giochi frenetici del sistema burlandiano-renziano.

Per Paita PD, vengono a Genova: Renzi, per inaugurare i lavori di rifacimento di copertura del Bisagno, opera sbagliata, di natura più viabilistica che idraulica; e Boschi, Pinotti e Fassino. Il marito, presidente dimissionario dell’APG, nel frattempo, sforna blu print archistar per tombare il mare e conclude malamente il PRPG con una nuova diga da un miliardo, con una imboccatura esposta alla traversia di libeccio.

Ho visto Alice parlare con la gente, sempre intenta a personificare il cambiamento della politica regionale, come servizio civico, interesse generale e bene comune, promettendo di adottare criteri di merito e procedure trasparenti nelle scelte di assessori e funzionari, opere e servizi, piani e programmi: cose mai viste in dieci anni di burlandismo.

Ho visto Alice correggere il tiro, accettando critiche alle posizioni schematiche del M5S, rielaborandole.

In questi ultimi giorni di campagna elettorale, le penne di regime (a servizio di Paita, che si ritrova un PD dimezzato), l’attaccano sulla stampa locale con accuse di inesperienza, incompetenza e inadeguatezza.

Certamente nelle questioni di malcostume regionale, ma la ragazza Alice, sconcertando tutti, dimostra di sapere affrontare la complessità dei problemi e di proporre adeguate soluzioni per risolverli: uso appropriato delle infrastrutture idrauliche assieme alla negletta manutenzione dei versanti per mitigare il rischio idrogeologico; rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, pedonalizzazione dei centri abitati, sistema costiero di piste ciclabili, investimenti per agricoltura ecologica ed attività produttive sostenibili.

Alice Salvatore promette di ridare dignità sociale all’antica scienza urbanistica, competenza primaria regionale, predisponendo da subito quel piano territoriale strategico che la banda Scajola-Burlando non ha fatto dal dopoguerra ad oggi.

Un piano interdisciplinare partecipato, di base e scientifico, a tutela del patrimonio storico e paesaggistico, quale espressione di nuove identità civico-sociali, istituendo un nuovo rapporto tra porti, città ed entroterra.

Un motivo in più per avere fiducia e aiutare a crescere.

* architetto e urbanista

(28 maggio 2015)



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