Andiamo via con loro?

Laura Franza

Mi dispiace che la trasmissione Vieni via con me non risponda al bisogno di cattivismo di uno Scanzi, non rientri nelle categorie tele-mentali di Telese, e non abbia per i raffinati cultori della tv sufficienti fluidità, perfezione tecnica e stilistica. Ancor più mi dispiace che abbia deluso Travaglio. Sono motivi validi per una condanna? Direi di no, né ovviamente per una beatificazione. Criticare è bello e tante volte fa bene, tiene la mente in esercizio e spesso mette al riparo da delusioni. E’ importante però non farne un mestiere.

A me quel programma ha suscitato soprattutto la percezione che qualcuno stava esplorando un modo per tenere sveglie le coscienze (di quei milioni di persone perbene qualunque intendo, quelle che, occupate come sono a vivere e sopravvivere facendo lavori meno ‘politici’, magari non sanno tante cose particolari che gli operatori dell’informazione maneggiano con scioltezza). Si può ipotizzare che esista ancora qualcosa oltre gli schemi giornalistico-politici vigenti? Forse fa comunque bene alla coscienza e all’anima (qualunque cosa si intenda con questo) vedere persone che si mettono in gioco in qualche modo per riportarci a una dimensione semplicemente umana. Per ridere, per soffrire, per incazzarsi… per esistere.

Gli interventi di Bersani e Fini non possono che essere benvenuti, nel panorama di urla e barbarie che la televisione offre quotidianamente. Credere o non credere in quanto enunciato dai due emiliani è altra questione. Sta di fatto che adesso, dopo quel loro siparietto, almeno un minimo di riferimento in più c’è, per grandissime linee. E prima non c’era.
Certo che è poco, ma da quando non ci sono più ideologie vigenti, forse qualche punto fermo era bene fissarlo, tra una destra e una sinistra che guarda caso si sono presentate in modo tale da poter fare a meno dell’ideologia berlusconiana. Scusate se è poco. Ci vorranno anni per disintossicarci ma forse fa bene sapere che possono esistere prospettive politiche diverse. Non vi pare che ce ne stavamo quasi dimenticando?

Personalmente ritengo che nessuno dei due personaggi abbia la carica carismatica capace di rappresentare un paese, carica che tragicamente l’attuale premier ha. Ma c’è soltanto un’altra figura che può ambire a tanto: il pater (la mater?) familias. Prodi andava bene, ma non c’è più.

Qualche parola poi vorrei spendere a proposito di Fazio e Saviano. Ci possono essere fattori di simpatia o antipatia personali, e su quello chi potrebbe mai discutere? Ma se vogliamo parlare del ‘servizio’ che in qualche modo con questa trasmissione stanno svolgendo, non riesco a trovare alcuna accusa formulabile. Stanno dicendo cose false? Non mi pare proprio. Stanno indorando qualche pillola? Non mi pare proprio. Stanno facendo il gioco di qualcuno in particolare? Non mi pare proprio. Stanno dando del cretino al telespettatore, o lo stanno imbonendo in qualche modo? Non direi proprio.
Tant’è che non posso non notare come le critiche loro rivolte contengano tutte attacchi al cosiddetto buonismo, neanche fosse un insulto, e alle figurine panini (codice usato dalla setta dei cattivisti per sintetizzare un certo stile veltroniano).

Credo che sarebbe ora di smetterla di prendersela col buonismo, che a volte è semplice garbo. E’ vero che la rivoluzione non è un pranzo di gala, ma intanto qui di rivoluzione non c’è aria, e poi non è neanche detto che ci si debba andare trasandati, né solo con pochi selezionati amici.

(17 novembre 2010)

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