Appello dei lavoratori dell’Ispra: non spegnete i riflettori sulla nostra protesta
Da settimane le lavoratrici e i lavoratori dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) stanno sui tetti per richiamare l’attenzione collettiva sulla incredibile vicenda di chi, dopo aver tanto contribuito a migliorare e a qualificare la ricerca in campo ambientale, si vede ora messo alla porta perché non ci sarebbero più i soldi per pagare questi giovani talenti ai quali, sin qui, era stato garantito un modestissimo contratto da precario.
Il governo li ha lodati, il ministro Prestigiacomo ha magnificato le loro ricerche, i più prestigiosi istituti in Italia e nel mondo hanno certificato la qualità delle loro ricerche, eppure stanno sul tetto dell’istituto, sperando che qualcosa accada. Per loro nessuno vuole intonare l’inno del partito dell’amore, per loro non valgono tutti gli sproloqui sul merito, la meritocrazia, il talento, tutte favolette buone da raccontare in tv per acchiappare qualche voto.
Non casualmente, anche durante le feste, in tv, non abbiamo avuto uno speciale dedicato all’Ispra, eppure sarebbe stato giornalisticamente interessante salire sui tetti e magari durante le feste dell’amore e della bontà, raccontare le storie di queste persone, farci sentire le loro voci, quelli dei loro familiari. E da lì partire per un viaggio inchiesta nella questione sociale attraverso l’Ispra, Termini Imerese, l’Eutelia, l’Ideal Standard, e tante altre realtà, letteralmente cancellate dalla rappresentazione mediatica, salvo le consuete e lodevoli eccezioni, e relegate all’ultimo posto nell’agenda del governo del conflitto di interesse.
Per loro non sono in arrivo lodi, immunità, emendamenti ad personam, dovranno contare sulle loro forze e sulla solidarietà che hanno già suscitato e che non dovrà spegnersi nelle prossime settimane.
Per queste ragioni vi proponiamo questa lettera appello che hanno spedito dai tetti dell’Ispra rivolta a questo blog e alla associazione Articolo21:
Dal tetto dell’ISPRA rivolgiamo un appello a Voi di Articolo21, affinchè attraverso la vostra azione mediatica, non si spenga la nostra protesta perché: la ricerca precaria è una ricerca sotto ricatto, e non fa bene al paese. La crisi della ricerca pubblica ambientale italiana non è solo nell’espulsione dagli enti, in particolare dall’ISPRA (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) di centinaia di lavoratori, ma sopratutto nel danno che in questo modo viene fatto alla collettività e al territorio, senza più controlli adeguati e studi che rivelino il reale stato dei nostri mari, dell’aria che si respira nelle nostre città, di un intero paese a rischio frane e dissesto idrogeologico, sempre più concreto con i cambiamenti climatici che portano piogge meno frequenti ma più violente. Questo è il ruolo di un istituto come l’ISPRA, questi i motivi per cui dovrebbe essere potenziato e rilanciato, non ridimensionato come invece si cerca di fare, allontanando i suoi ricercatori e tecnici giovani, smantellando i laboratori, chiudendo le sedi o riducendole in stato di abbandono. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, dice di essere interessata alla ricerca e alla protezione ambientale: se è così lo dimostri, rimuovendo tutti gli ostacoli, dall’emorragia di personale a quella di fondi, che impediscono all’ISPRA di svolgere al meglio il suo ruolo di controllore pubblico della salute del nostro territorio, che porta necessariamente con sé quella dei cittadini che lo abitano.
Nei giorni scorsi avevamo raccolto e fatto nostro che ci era arrivato da Castelvolturno relativo alla espulsione di Padre Giorgio Poletti da quella comunità: il messaggio non è caduto nel vuoto, l’Unità, il Fatto, il Manifesto e tanti blog e siti hanno rilanciato la notizia strappandola dalla oscurità.
Della Ispra, per la verità, hanno parlato in tanti. Ma ora si tratta di non staccare la spina della politica e dei media e di provare a mettere in prima pagina e in prima serata le loro storie, anche perché la solidarietà verso queste donne e questi uomini è anche una forma di solidarietà verso noi stessi, verso i nostri figli che avrebbero bisogno di vivere in un paese dove la ricerca e in particolare questo tipo di ricerca non siano considerate un peso da sopportare, una zavorra intollerabile.
Per tutte queste ragioni, come associazione Artitolo21, abbiamo anche deciso di aprire la nostra assemblea nazionale, che si svolgerà ad Acquasparta, Terni, il 22,23,24 gennaio,alla partecipazione di movimenti, associazioni, comitati, estranei al mondo dei media, ma che rivolgeranno delle lettere aperte a chi dovrebbe illuminare ciò che è oscuro e che troppo spesso per ragioni di opportunità e di opportunismo, preferisce guardare altrove, far finta di nulla, per non disturbare i manovratori di turno.
Tra loro, ovviamente, ci sarà anche una delegazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ispra.
Giuseppe Giulietti
(8 gennaio 2010)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.