Bavagli, bavaglioli e grembiulini
“Larghe intese sì, larghe intese no, forse finalmente si potrebbero realizzare quelle riforme delle quali il paese avrebbe tanto bisogno..”, dixit Casini, ripetè Bondi, celebrò il cardinal Bertone, allargò forse le braccia il governatore Draghi, versò il vino il padrone di casa.
Se non fosse tutto vero, potrebbe essere il copione di uno di quei vecchi film con Ciccio e Franco, oppure la riedizione di uno di quei graffianti simil corsivi de “Il Male”, tipo quello mitico dedicato all’arresto del vero capo delle brigate rosse: Ugo Tognazzi.
Cosa altro potremmo aggiungere alla cena imbandita dalla famiglia Vespa? Provate solo ad immaginare cosa sarebbe mai successo se, a parti invertite, una simile riunione conviviale si fosse svolta a casa Santoro. Le urla sarebbero salite sino al cielo, le richieste di dimissioni, naturalmente rivolte a Santoro, si sarebbero sprecate.
Da noi, no! Tutto è normale, è normale la cena, ma soprattutto è normale che, il giorno dopo, si apra una discussione sulla necessità di aprire una nuova fase, di governare tutti insieme, magari con la benedizione di quella parte della chiesa che, in questi ultimi tempi, ha chiuso sulla questione morale e sulla disgregazione etica, non un occhio, ma tutti e due.
Questa grande intesa dovrebbe essere celebrata mentre rispuntano i clan dei faccendieri, i Flavio Carboni, mentre persino dall’interno della maggioranza si chiedono a Berlusconi provvedimenti disciplinari a carico dei vari Brancher e Verdini, ancora non si è spenta l’eco della condanna di Dell’Utri, uno degli amici più fidati del capo.
Come se non bastasse, il surreale dibattito post digestivo si svolge mentre Berlusconi e Alfano hanno deciso di prendere tutti per i fondelli e di non modificare la legge bavaglio. I magistrati hanno già fatto a pezzi gli emendamenti presentati dal governo, lo stesso hanno fatto i giornalisti ai quali è stato proposto uno sconto sulle multe, forse per non incidere troppo sul bilancio dei giornali di famiglia.
Questa grande alleanza liberale e papalina dovrebbe dunque essere celebrata nel segno dei tagli, dei bavagli, dei bavaglioli e dei grembiulini. Probabilmente non accadrà nulla, lo stesso segretario del Pd li ha liquidati con fastidio, ma il solo fatto che se ne sia discusso e che molti editorialisti abbiano ritenuto l’ipotesi non peregrina, la dice lunga sullo sfacelo politico, etico, religioso in atto.
Non sappiamo se Dio esista, ma ci piacerebbe tanto essere presenti e poter registrare, sicuramente da quelle parti non c’è la legge bavaglio, il colloquio finale tra Lui e quelli che, in questo periodo, hanno fatto finta di rappresentarlo.
Per costoro sarà davvero una amara sorpresa apprendere che quel Dio esisteva davvero e che, ironia della sorte, continuava e continua a tenere sul tavolino le Tavole della Legge.
Giuseppe Giulietti
(13 luglio 2010)
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