Bavaglio, da Alfano solo fumo negli occhi

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Lo sciopero dei giornalisti è riuscito, questo rende comunque più forti quanti vogliono affossare la legge bavaglio.
Adesso bisogna moltiplicare gli sforzi per illuminare non solo la pubblica opinione italiana, ma anche quella europea. Nei prossimi giorni dovremo intensificare gli sforzi per coinvolgere la stampa estera in Italia, per portare un primo dossier nella sede del parlamento europeo, per attivare le principali associazioni internazionali che si battono per la legalità e per la libertà di informazione. Bene ha fatto la Federazione Nazionale della Stampa ad attivare, proprio in queste ore, la segreteria del Sindacato Internazionale dei Giornalisti che trasmetterà il dossier Italia ai diversi governi dell’Unione europea, affinché il morbo sia circoscritto e curato preventivamente.

Sarà bene, tuttavia, tenere alta la guardia, il ministro Alfano, infatti, ha già annunciato confusi progetti di attenuazione del bavaglio. Quel poco che si è letto appare una presa in giro, vorrebbero proporre qualche settimana in più per le intercettazioni, e qualche migliaio di euro di multe in meno per gli editori. Solo e soltanto fumo negli occhi, si tratta di modifiche di quantità, ma non della natura e della qualità del bavaglio.
Per quanto riguarda il diritto di cronaca non si tratta neppure di cambiamenti, ma di piccole mance da elargire nella speranza che qualche accattone le raccolga e magari ringrazi commosso.

Se queste sono le modifiche non esistono alternative alla strada della contrapposizione limpida, aperta, sino all’affossamento finale della legge; se dovesse passare, proseguiremo nel nostro impegno sino a quando i tribunali della Repubblica prima, la Corte costituzionale poi, e la Corte di Strasburgo, infine, non faranno letteralmente a pezzi questo testo.
La giornata del silenzio è stata solo una prima positiva tappa sulla strada della vittoria finale, adesso sarà il caso di riunire tutte le associazioni e tutti i comitati che hanno voluto la manifestazione del primo luglio per decidere insieme tutte le prossime tappe. E per individuare nuove e più fantasiose forme di lotta, come ci hanno chiesto anche amiche e amici, compagne e compagni che, pur avendo espresso le loro perplessità sulle modalità dello sciopero, non hanno voluto far mancare la loro solidarietà e la loro partecipazione "attiva", come ha scritto lo stesso Paolo Flores d’Arcais.
A tutti loro va un ringraziamento particolare.

Giuseppe Giulietti

(12 luglio 2010)

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