Bavaglio e ddl Mastella: il Pd ci ricasca ancora
Matteo Pucciarelli
Imparare la lezione? Neanche per sogno. Il mondo reale va da una parte, la politica parlamentare da quella opposta. Compreso (of course) il Pd.
Tra le varie brutte figure rimediate dal II Governo Prodi c’era quella sul famigerato ddl Mastella (2007). Una legge bavaglio contro la pubblicazione delle intercettazioni sui giornali. Con il cronista che firmava il pezzo che rischiava di farsi 30 giorni di galera. I giornalisti scioperarono, la Camera approvò mentre al Senato il decreto spiaggiò come le balene morenti. Pericolo scampato? Magari.
L’Italia è quello strano paese in cui se scoppia uno scandalo non vengono mai messi alla porta i coinvolti. Figuriamoci. Si fa alla guerra, quella sì senza quartiere, a chi ne parla, a chi ne scrive. La solita storiella dell’imbecille che quando il dito indica la luna lui si sofferma sul dito.
Ora, tutti assieme appassionatamente, vogliono farci credere che il problema non sia la P4, la commistione inquietante tra politica ed economia fatta di accordi che hanno miliardi di obiettivi tranne il bene comune; e chi se ne importa se “rilievi penali non ce ne sono” (è tutto da vedere). Di rilievi politici ce ne sono una montagna. Un normale cittadino vorrebbe vedere il principale (?) partito (?) di opposizione (?), alias il Pd, sdegnarsi e battersi il petto davanti al dramma (dramma per noi comuni mortali governati da tali soggetti) di una classe dirigente accodata agli ordini di un faccendiere e dilaniata dalle lotte intestine più feroci (il tutto mentre i dati occupazionali e di crescita del Paese colano a picco).
E invece cosa si trova davanti? Basta aprire i giornali. Il Pd, con D’Alema in testa, impegnato ad “aprire il dialogo” con questi figuri sulle intercettazioni. Perché, dice sempre Baffino, “un problema c’è”. E ancora: “Il governo Prodi presentò un ddl molto equilibrato”. Talmente equilibrato che ora Berlusconi, noto moderato, lo sta rilanciando in grande stile.
Dialogo?! Dialogo di cosa? Siamo invasi dai corrotti e il Parlamento si strappa le vesti per quello che esce sui giornali. È il ribaltamento della realtà. Parole sante quelle di Franco Siddi, segretario della Fnsi: “E’ incredibile e paradossale l’emozione convergente che nelle ultime 24 ore porta politici, anche di diverso segno, a dire che è urgentissimo impedire per legge la pubblicazione di notizie tratte da atti giudiziari relative a intercettazioni disposte dalla magistratura”.
Il dito indica la luna, noi continueremo a guardare quella. Del dito ci interessa poco. Quello lo lasciamo a Berlusconi e D’Alema.
PS. Uno pensava di essersi liberato per sempre di Mastella. Invece i danni prodotti da un singolo si protraggono per anni e anni.
(27 giugno 2011)
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