Berlusconi fuori dal Senato, il Pd alla prova dei fatti
Paolo Flores d’Arcais
, da Il Fatto quotidiano, 19 marzo 2013
Il prossimo passo? Berlusconi ineleggibile. Questo il titolo che domenica riassumeva perfettamente l’articolo di Furio Colombo sulla novità rappresentata dalla scelta di Bersani di accantonare le candidature d’apparato dei Franceschini e delle Finocchiaro, per far eleggere Laura Boldrini e Piero Grasso. Bersani dovrebbe tenere bene a mente che già in un recente passato una sua scelta aveva creato al Pd grandi consensi, svaniti poi in poche settimane: con le primarie, i sondaggi avevano portato la coalizione Pd-Sel a un radioso 43%, il ripiegamento sulla routine di nomenklatura e connessa spartizione anticipata di poltrone hanno prodotto la doccia fredda della sconfitta nelle urne.
Perciò, quando all’inizio della “Settimana santa” si riunirà la “Giunta delle elezioni” al Senato per decidere sui ricorsi contro l’elezione di Berlusconi, che decine di elettori dal Molise stanno già inviando, e il M5S voterà come già annunciato per il rispetto della legge 361 del 1957 e dunque per la ineleggibilità di Berlusconi, Bersani non potrà cavarsela come Ponzo Pilato: o il Pd seguirà il M5S sulla via maestra della legalità (che nelle precedenti legislatura ha invece calpestato per inciucio), e Berlusconi sarà di colpo fuori dal parlamento.
O invece resusciterà il Caimano nuovamente (dopo la sciagurata indecenza della bicamerale dalemiana), e allora non solo perderà tutte le simpatie acquisite con l’operazione Boldrini-Grasso ma subirà il rinculo di qualche milione di voti che abbandoneranno disgustati il Pd.
Se Berlusconi verrà dichiarato non eletto, come vuole la legge, la “rivoluzione” che cancella il regime potrà cominciare davvero. Non a caso il Caimano ha chiamato le sue truppe a manifestare contro la Costituzione e la legalità sabato prossimo a Roma a piazza del Popolo, utilizzando gli illimitati mezzi di cui dispone.
Ma quel giorno a piazza Santi Apostoli, alle 17 si svolgerà anche un’altra manifestazione, di povertà francescana ma di intransigente passione repubblicana, perché l’ineleggibilità di Berlusconi venga dichiarata: cento e più personalità si alterneranno su un palco-trabiccolo con megafono a leggere e commentare gli articoli della Costituzione.
Una manifestazione auto-organizzata che dipenderà esclusivamente dalla capacità di mobilitazione di ogni cittadino. Il sito www.micromega.net , dove continua la raccolta di firme (è stata superata quota 220 mila), darà conto di questa e delle altre iniziative che si vanno auto-organizzando in molte città. Finché c’è lotta c’è speranza, e questa volta il sogno è a portata di mano.
(19 marzo 2013)
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