Berlusconi, il miracolo di dimezzare i voti

Massimiliano Boschi



Tutti, a sinistra o a destra, parlano dell’"ennesimo" miracolo di Berlusconi che avrebbe compiuto una grande rimonta nelle elezioni di domenica scorsa. In effetti è un miracolo, ma molto diverso da come viene raccontato. I numeri descrivono una realtà molto differente.

Una premessa è necessaria, il Pdl è una creatura di Berlusconi e senza di lui non esiste. L’ha fondato buttando quattro frasi a braccio dal predellino di un’automobile, gli basterebbe ancora minore impegno per seppellirlo. Senza il Cavaliere il Pdl non raggiungerebbe il 15% a livello nazionale, forse nemmeno il 10%.

Torniamo però alla miracolosa rimonta di Berlusconi.
Il Pdl ha ottenuto alle elezioni di domenica scorsa 7.332.121 voti, pari al 21,6% dei voti validi. Nelle 2008 aveva ottenuto, sempre alla Camera, 13.628.865 voti, pari al 37,4%. Cinque anni fa, quindi, l’uomo più ricco del Paese, proprietario di tre reti televisive ha ottenuto anche la maggioranza politica più forte nella storia del Parlamento repubblicano. In pratica aveva in mano un potere che non ha mai avuto nessuno dai tempi del Duce. Nonostante tutto questo non è nemmeno riuscito a finire la legislatura.

Quando se l’è vista brutta, data la pessima situazione economica che richiedeva interventi molto pesanti, ha fatto fare ad un altro il lavoro sporco. Poi con la faccia di tolla che lo contraddistingue, si è ripresentato sputando su chi ha imposto tasse e balzelli al posto suo allo scopo di riparare i danni. Lo ha fatto intervenendo ogni giorno in ogni trasmissione televisiva, confondendo calciomercato e campagna elettorale e promettendo di rimborsare in "contanti" i soldi dell’Imu. Si è detto disposto a farlo anche di tasca sua. In pratica, "se mi votate vi pago".

Nonostante tutto questo, il Pdl ha perso oltre sei milioni di voti ed è diventato il terzo partito in Italia. Ha preso il 21,6%, ovvero esattamente quanto previsto dai sondaggi pre elettorali e non esprime più il presidente della Regione né in Lazio né in Lombardia. Le due regioni più importanti d’Italia dal punto di vista politico.

Al Pdl sono rimaste solo Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. A Milano, Torino, Venezia, Roma, Firenze, Cagliari e Napoli il sindaco è di centrosinistra o di sinistra e basta. In cinque anni Berlusconi ha dissipato quasi tutto quello che aveva ottenuto. Eppure tutti parlano di "miracolo". Grillo ha fatto diventare il Movimento cinque stelle il primo partito in Italia grazie a internet ed ai comizi in piazza e il miracolo è di Berlusconi che dimezza il numero dei voti in cinque anni nonostante il patrimonio miliardario (in euro) e il potere mediatico e politico senza precedenti.

In effetti è un miracolo: è stato capace di trasformare il vino in acqua e l’oro in pietra, ha ridotto pani, pesci e soprattutto voti.

(27 febbraio 2013)



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