Berlusconi ineleggibile, Mucchetti: “Pur condividendo…”
Cari amici di MicroMega, non firmo il vostro appello perché, pur condividendo la sostanza dell’interpretazione vostra e di tanti altri, ritengo che la lettera della legge 361 resti ambigua e possa dunque giustificare, sul piano formale, la diversa lettura che è stata data in questi anni.
D’altra parte, il rilievo politico della questione non ammette scorciatoie quali sarebbero, agli occhi di buona parte dell’opinione pubblica, le reinterpretazioni della norma a ogni cambio di rappresentanze parlamentari. I pareri dei giuristi d’area non eliminerebbero il dubbio di provvedimenti contra personam. La materia dei conflitti d’interesse, poi, risulta assai più ampia e delicata. Essa coinvolge anche l’economia, la finanza e l’intera industria dell’informazione, Google compresa, e lo stesso mondo della giustizia.
Questo non vuol dire che non si possa e non si debba chiarire, in via preliminare e con una norma ad hoc, la posizione di tutti quanti hanno un interesse rilevante in attività svolte sulla base di concessioni e licenze d’uso rilasciate dalle pubbliche amministrazioni e, al tempo stesso, aspirano a entrare in Parlamento o al Governo.
Ineleggibili dovrebbero essere non soltanto le persone fisiche titolari di concessioni o licenze o legali rappresentanti delle società concessionarie e licenziatarie, ma anche gli azionisti, diretti o indiretti, di tali società. Ora, per la prima volta in quasi 20 anni, c’e un’ampia maggioranza parlamentare che può chiarire il punto. Il PD si è detto pronto a predisporre subito un disegno di legge. Il Movimento 5 Stelle che farà? E MicroMega sarà capace, imitando Dario Fo, di parlare a Grillo affinché si assuma le sue responsabilità o si farà bastare un appello.
Cordialità,
Massimo Mucchetti
(2 marzo 2013)
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