Breve, brevissimo, immediato!

Carlo Cornaglia



Strabocciati un cavillo dopo l’altro
come lodi e legali impedimenti,
bisogna uscirne in modo molto scaltro,
prendendo in giro i teledipendenti.

Ecco una soluzione di gran classe:
“Breve facciamo non la prescrizione,
ma il processo penale ed alle masse
ne spieghiamo la nobile ragione:

“La Giustizia in Italia vincerà
se dei ritardi perderemo il vizio
e un processo in sei anni finirà,
sommando tutti i gradi di giudizio”.

Ritorna l’ora del processo breve,
l’arma finale della gran battaglia
che farà dire a chi tutto si beve
che i magistrati son proprio canaglia.

I processi non giungono a sentenza?
Son tutti fannulloni, è presto detto,
se lavorassero con più coscienza
la Giustizia sarebbe un bel diretto.

Pur se si vuol la legge retroattiva,
il dire che è a misura del premier
è un’impostura ignobile e cattiva…
Più breve di “immediato” nulla c’è…

e allor ci può spiegar l’Uomo dabbene
perché il rito immediato di Milano,
con un processo al vol, non gli sta bene?
L’atteggiamento sembra alquanto strano:

per amministrar bene la giustizia
si punta tutto sul processo breve,
ma se lo vuole far la rossa Tizia,
è incostituzional…Chi se la beve?

(16 febbraio 2011)

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