Caimano bollito in salsa verde

Carlo Cornaglia



Le regionali crede d’aver vinto
visto che ha chiuso in un’enclave i rossi
e, invece, è il suo partito il caro estinto
a causa dei padan di Umberto Bossi.

La rossa primula dei tribunali
per le riforme che produrre agogna
si consegna ai leghisti suoi sodali,
mentre l’opposizion l’inciucio sogna

e Calderoli, il Semplificatore,
al suo pessimo istinto dando sfogo,
con le leggi oramai senza valore
pur la Costituzione manda al rogo.

L’accordo con la Lega è presto fatto:
il premier pensa solo ai fatti suoi
e Bossi, grazie a un orrido baratto,
la neo Costituzion studia per noi.

Da una parte Ghedini con Alfano,
dall’altra Calderoli e Trota Bossi,
gli uni dalla prigion salvano il nano,
gli altri fan sì che la Nazion si affossi.

“Magistratura infam!” grida il premier
nel fuggire da Corti e Tribunali
grazie ai trucchi coi quali i suoi lacché
ne fanno un angioletto con le ali.

“Federalismo! – gridano i leghisti –
Il Nord è produzione, il Sud zavorra,
al Settentrion quattrini agli schiavisti,
al Meridione ‘ndrangheta e camorra!”

Giorgio, che firma tutto mentre dorme,
agli italiani dice che è sereno
solo al sentir parlare di riforme:
non vedremo mai più l’arcobaleno…

(12 aprile 2010)

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