Caro 2011…

Carlo Cornaglia

*

Anche nella Nazion da miserere,
dove governa un piccolo tiranno
con padani, lacché e camicie nere,
viene a fine dicembre il Capodanno.

All’Anno Nuovo che arrivando vola
l’italian chiede un dono straordinario:
che torni finalmente ogni parola
al suo significato originario.

Democrazia, regime, dittatura,
prescritto, assolto, corruzion, condono,
duce, premier, informazion, censura
voglian di nuovo dir quello che sono.

Che si torni a una scala di valori
che non si presti a dubbi e confusioni:
sia la musica meglio dei clamori,
la ragione sovrasti le passioni.

Ci sia meno pallone e più cultura,
più prevosti e un po’ meno cardinali,
ci sian più spazi aperti e meno mura,
più uomini e assai meno caporali.

Ci sian più donne e meno letterine,
più scuola, più ricerca, meno banche,
più pannelli solari, meno mine,
più cervelli, più cuor, meno palanche.

Ci sian più libri e meno cellulari,
più attenzione all’ambiente e meno al Pil,
più legge, meno lodi, meno bari,
meno forme e più fascino sottil.

Ci sia un lombardo al posto di un padano,
ci siano meno ampolle e più bicchieri,
molta più Roma, meno Vaticano
e più cavalli e … meno Cavalieri.

* adattamento dell’Epilogo di "Berlusconeide", poema cavalieresco, Aliberti Editore 2010

(27 dicembre 2010)

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