Caro Bersani, le primarie non si toccano
Amelia Frascaroli
Il , candidata alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Bologna
Se le primarie per le amministrative sono uno strumento che il Pd si è dato per aumentare la partecipazione e riattivare quei circuiti di collegamento e vicinanza tra la classe politica e la cittadinanza – così che ciascuno possa dibattere, discutere coi candidati sindaci, capire che linea tengono, che temi portano all’attenzione, che contenuti privilegiano e scegliere il proprio -, come possono “inibire rapporti più aperti e più larghi non solo con i partiti ma con la società civile” come ha dichiarato Bersani? Averne paura, solo perché lo strumento non porta sempre a risultati certi e controllabili, è un controsenso indicativo dell’incapacità di rinnovamento.
Avere paura delle verifiche democratiche è sconcertante. Perché, dunque, voler “riformare” le primarie? Fortunatamente sembra che l’idea balzana di “metterle in discussione” avuta da Bersani non attecchirà sotto le Due Torri. E questo sia grazie al lavoro del segretario del Partito democratico di Bologna, che le ha sempre difese, sia soprattutto grazie alla mia cocciutaggine. Dopo il malore di Maurizio Cevenini, infatti, se non fossi stata in pista le primarie sarebbero state cancellate con un colpo di spugna.
(26 dicembre 2010)
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