Fini vs Berlusconi, la legalità è l’unico tallone d’Achille del Cavaliere
Paolo Flores d'Arcais
Fini domani riunisce i “suoi”. Evitiamo di scomodare Davide e Golia. Lo scontro Berlusconi-Fini è comunque impari, lo strapotere dei carrarmati contro i buoni propositi di qualche fioretto. Ma sappiamo, per restare alla metafora, che talvolta il carrarmato ha dovuto soccombere ad un povero cocktail di vetro benzina e stracci, detto “bomba molotov”. Tutto sta, dunque, se il presidente della Camera, contro l’onnipotenza mediatica e corruttiva del nababbo di Arcore, insisterà col fioretto o avrà il coraggio – che in questo caso sarebbe solo lucidità e realismo – della molotov.
Fuor di metafora. C’è un solo tema sul quale Fini può mettere in seria, anzi serissima, difficoltà l’asse Berlusconi-Bossi, quello della sicurezza, della criminalità. Che è anche, a saperlo raccontare, il tema della legalità. Metta dunque tra parentesi temi nobilissimi come i diritti civili, la laicità, la riforma istituzionale, che a deputati ed elettori berlusconiani non fanno né caldo né freddo. Si concentri sulla sicurezza, che è nel cuore di ogni elettore leghista.
E cominci a sollevare dubbi sulle due leggi ad personam, processo breve e intercettazioni (definizioni orwelliane, la sostanza è assolutamente l’opposto) che garantiranno a migliaia e migliaia di criminali spazi insperati di azione e di impunità. Passi poi a qualche esemplificazione concreta, visto che a farla più facilmente franca, oltre ai politici corrotti, saranno stupratori e pedofili, truffatori e rapinatori, medici ammazza-pazienti e ospizi tortura-vecchietti, per non parlare di mafia e altre camorre.
E infine, dopo aver fatto breccia con tutta l’informazione e propaganda (in questo caso veritiera!) di cui dispone, passi all’aperto rifiuto di votare quelle leggi, la cui pericolosità sociale sarà ormai avvertita dall’elettorato conservatore. Del resto il ministro Alfano ha deciso di mandare a casa tutti i criminali per l’ultimo anno di carcere da scontare, e su questo credo che l’elettore benpensante berlusconian-leghista sia potenzialmente più “manettaro” di tutti i vituperati “giustizialisti” (che in realtà sono solo dei garantisti, coerenti anziché a corrente alternata).
Insomma, il contenzioso Fini lo concentri tutto sulla sicurezza, non sulle quote di potere nel Partito del predellino. E, da oggi in poi, non smetta di insistere su Borsellino e il suo martirio come riferimento ideale di tutta la destra. A Fini la molotov per non essere schiacciato dai carri di Berlusconi la offre Berlusconi stesso.
(19 aprile 2010)
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