Cofferati: “Il 28 sarò in piazza con la Fiom. La proposta di Camusso di ‘firma tecnica’ prefigura una lesione gravissima dello statuto della Cgil” (AUDIO)

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Sergio Cofferati, europarlamentare Pd e ex Segretario della Cgil, spiega a MicroMega perchè parteciperà allo sciopero generale del 28 gennaio indetto dalla Fiom contro l’accordo di Mirafiori proposto dalla Fiat.

Ascolta l’intervista a Sergio Cofferati (a cura di Emilio Carnevali)

Firma l’appello di MicroMega a sostegno della Fiom

Alcuni estratti dall’intervista:

IL 28 IN PIAZZA CON LA FIOM: E’ IN GIOCO LA DEMOCRAZIA
Cofferati: "Quello del 28 gennaio è uno sciopero legittimo e opportuno, ci sarò anche io. Tutte le persone che hanno a cuore la democrazia nei luoghi di lavoro dovrebbero utilizzare gli strumenti che la democrazia stessa offre per difenderla. Perché se la democrazia viene lesa nei luoghi di lavoro è inevitabile che quella mancanza di diritti si trasferisca anche all’esterno. Il lavoro, la persona, la cittadinanza sono sfere diverse nelle quali però i diritti sono oggettivamente collegati. Se vengono meno in un luogo prima o dopo anche in quello successivo si creerà lo stesso problema".

BRUTTO ACCORDO
"Quello del 23 dicembre è un brutto accordo. Perché invece di prospettare un modello di competitività basato sulla qualità del prodotto e dell’organizzazione del lavoro punta sulla riduzione dei costi, peggiorando le condizioni materiali di lavoro delle persone, e ancor di più togliendo dei diritti sanciti dai contratti. Dunque è un accordo che apre un delicatissimo problema di democrazia nei luoghi di lavoro, in questo caso nella fabbrica di Mirafiori".

LA PROPOSTA DI CAMUSSO DI “FIRMA TECNICA” PREFIGURA UNA LESIONE GRAVISSIMA DELLO STATUTO CGIL
"La firma dell’accordo di Mirafiori così come quello di Pomigliano non è possibile da parte della Fiom. Lo vieta, giustamente, un articolo dello statuto della Cgil ripreso poi dallo stesso statuto della Fiom (il protocollo attuativo dello statuto della Cgil numero 4). Questo articolo viete esplicitamente all’organizzazione di presentare piattaforme o di firmare accordi lesivi dei diritti delle persone, i diritti sanciti dal contratto e dalla legge. È esattamente il caso di Pomigliano che oggi si ripete a Mirafiori. Dunque non c’è nessuna firma possibile da parte della Fiom. Pena la lesione gravissima dello statuto suo e di quello della Cgil. Io penso che le grandi organizzazioni abbiano credibilità e capacità di agire con consenso solo quando rispettano in primo luogo le regole che loro stessi si sono dati. E questo è il problema che oggi ha davanti la Fiom. Ledere lo statuto sarebbe un atto gravissimo che comporterebbe una perdita di credibilità rilevante".

CI VUOLE UNA LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA
"Io sono convinto che serva una legge. La Cgil chiede una legge da quando io ero ancora segretario generale, anzi, ancor prima, da quando lo era Bruno Trentin. Dunque è importante una legge che stabilisca chi rappresenta chi; che dia certezza delle iscrizioni attraverso la loro certificazione. Oggi troppi si presentano dichiarando di rappresentare ciò che poi in verità non rappresentano".

(5 gennaio 2011)

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