Colombo (Pd) e Pardi (Idv): “Subito in Parlamento una ‘legge Martini’ sul fine vita”
Giacomo Russo Spena
Si muovono i primi passi, una “legge Martini” sul fine vita forse non rimarrà solo una proposta aleatoria. Almeno a sentire due parlamentari del centrosinistra: ciò che ha potuto scegliere il cardinale – ovvero di ricevere una sedazione che accompagni alla morte senza agonie – diventi un diritto garantito per tutti.
“Sono rimasto molto colpito dall’atteggiamento di Martini che ha optato per questa scelta, che mi sembra di grande valore umano, e credo che sia arrivato il momento di avanzare una proposta di legge in materia. Sto prendendo contatti con dei colleghi e penso che riusciremo a fare qualche cosa di utile in questa direzione” sono le parole del deputato Idv Pancho Pardi, interpellato da MicroMega.
Gli fa eco Furio Colombo, giornalista e deputato del Partito democratico, il quale condivide la proposta ( sulle pagine del Fatto e su questo sito dal direttore di MicroMega Paolo Flores d’Arcais) e si appresta a presentare una bozza di legge alla prossima seduta di martedì alla Camera: una proposta snella “in due semplici articoli”, nel preambolo le cose raccontate dalla nipote Giulia, le disposizioni che ha potuto dare ancora integro mentalmente il cardinale Martini. “Ritengo – aggiunge Colombo – che il cardinale non abbia esercitato un privilegio ma un diritto e che questo diritto vada esteso all’intera cittadinanza, questo sarà lo scopo del brevissimo testo di legge che sarà presentato martedì in Parlamento”.
Qualcosa si muove. Da un’iniziativa isolata di due deputati deve diventare ora tema di coinvolgimento generale della Camera. Pdl, Lega, Udc e Pd in tal senso da tempo hanno le idee chiare: non si legifera in materia. Però confida Colombo di convincere qualche singolo (“ho già almeno due nomi nell’ambito dei democratici che firmeranno la mia proposta”), mentre da parte dell’Idv ci potrebbe essere un voto compatto di tutto il gruppo. Pardi ci spera: “Ho già avuto l’assenso di Di Pietro, non credo ci siano problemi”. Meglio di niente. Sarà l’occasione per stanare in Parlamento coloro che ancora una volta si opporranno ad una legge sul fine vita.
(8 settembre 2012)
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