Congresso Idv, gli interventi dei lettori
Dite la vostra sull’esito del congresso dell’Italia dei valori scrivendo a redazione@micromega.net
Idv, Pd e Udc succubi dei poteri forti. Un appello dalle Marche
Cara MicroMega,sono un tuo sostenitore/lettore che vi segue da anni condividendo molte vostre proposte e critiche. Si parla molto ultimamente della debole opposizione del Pd e della svolta di Salerno dell’IDV non certo nel senso giusto. Volevo sottoporvi all’attenzione il caso della mia Regione, le Marche. Da sempre regione schierata nettamente a sinistra nella quale Pd e Idv hanno avuto la brillantissima idea di far fuori la sinistra per allearsi con l’Udc. Ma la vera chicca di questo percorso vergognoso sta nel programma attraverso il quale è poi possibile capire la strategia di eliminare la sinistra dopo 15 anni di governo assieme.Tra i vari punti di questo programma sottoscritto da Idv-Pd-Udc vi sono i:
1) Finanziamenti regionali alle scuole private,voluto dall’Udc in piena era Gelmini,un’era distruttiva per la scuola pubblica.
2) Finanziamenti solo alle coppie etero sposate. Qui ci avviciniamo a posizioni razziste e sessiste filo vaticanista, per non dire che si sfoci anche nel razzismo degno della Lega Nord.
3) Realizzazione della variante Quadrilatero,opera deleteria per lo nostre bellissime colline,una sorta di TAV stradale. Per non parlare del fatto poi che l’Udc è favorevolissima alla privatizzazione di beni comuni e primari come l’Acqua. Chissà cosa diranno Pd e Idv quando presenteranno un Odg simile. Ricordo inoltre che Eni ed Enel hanno confermato la Sentina (zona di San Benedetto del Tronto) come probabile sito nucleare. Tutto ciò è semplicemente scandaloso specie quando poi veniamo a sapere che Dante Merlonghi, candidato Idv al consiglio nonché responsabile della Protezione Civile, ha scritto una lettera di sostegno a Guido Bertolaso.
In virtù di queste scelte scellerate chiedo a voi di MicroMega di pubblicare questo mio appello e invitare i simpatizzanti marchigiani a sostenere la candidatura di Massimo Rossi, ex presidente della provincia di Ascoli, in difesa della scuola pubblica, energia alternativa, viabilità sostenibile, sostegno ai cassintegrati attraverso una seria lotta all’evasione fiscale (siamo la seconda regione per numero di licenziati), no al nucleare. Dimostriamo che oltre a Vendola in Puglia è possibile battere i poteri forti!
Grazie.
Matteo Pierantozzi
De Luca, una candidatura scandalosa Gentile redazione di MicroMega,
non sono un’iscritta al Idv, ma ho seguito da vicino la politica di Di Pietro e mi rammarico molto che per una specie di “real politik” abbia sottoscritto un patto così becero con il Pd. Secondo me De Magistris ha fatto bene a smarcarsi dicendo che ha avuto dagli elettori un mandato europeo e che lo deve onorare, oltretutto penso possa fare molto per sanzionare almeno a livello UE la politica del nostro tanto detestato premier!
Mi meraviglia che non ci possano essere stati altri nomi da proporre, ma la candidatura di De Luca è veramente scandalosa per chi ha creduto alla concreta possibilità di vedere rappresentanti onesti di cittadini che non vogliono più essere rappresentati politici usciti da cartelli di partito.
Che mi dite dei gruppi legati a Grillo?
Vi auguro buon lavoro! Elena Girardi
L’opportunismo che uccide l’Idv
Tra l’abbraccio con l’opportunismo politico-affaristico rappresentato dal clan D’Alema/Latorre (Bersani longa-manus) ed il popolo dei suoi elettori, Di Pietro ha scelto il primo, uccidendo il bambino da lui stesso cresciuto.
La primavera italiana non passa per l’Idv.
Pietro Goglia
L’Idv non è più credibile
L’Idv poteva essere l’ultima chance credibile, adesso, dopo De Luca, è come gli altri partiti: non credibile!
O si è puri e credibili o non lo si è, le mezze misure non sono né praticabili né accettabili, nemmeno occasionalmente.
Voterò "5 Stelle", ma a cosa e a quanto questo servirà?
Sergio Montagner
Di Pietro, pregi e difetti
Il problema sta nella costituzione stessa del partito, che nasce da vari manipoli di politicanti arrivati da destra e da sinistra, transfughi da quei partiti dove non trovavano spazio per emergere e ci hanno provato con l’IDV. Ora, che Di Pietro non sia un fulmine di guerra riguardo all’uso della strategia politica è noto ed è comunque un suo pregio, dal mio punto di vista: sa di nuovo e di pulito. Il problema è che è anche il suo vero limite, non capisce la differenza che passa tra “accordo politico mantenendo i propri valori” ed “accordo politico”. Le elezioni probabilmente lo premieranno laddove la clientela De Luca è ben radicata ma spero che lo puniscano severamente dove sta la gente perbene.
Massimo Marrucci
L’accordo campano Pd-Idv-Udc prepara quello nazionale
Gentile redazione di Micromega,
porto un piccolo contributo anch’io sul Congresso, nefasto, dell’IDV, il cui esito mi ha indotto a dimettermi da coordinatore dei Comuni della Val Metauro (Fano – Marche). Qui di seguito la mia lettera di dimissioni.
Cordiali Saluti
Thomas Olivieri
"Dal Congresso di Roma sono tornato turbato e disgustato. La pantomima inscenata per farci bere la medicina amara dell’accordo con l’UDC mi ha profondamente segnato. Tanto più che le motivazioni sono, a mio avviso, ben diverse da quelle sbandierate da Di Pietro al Congresso.
L’accordo PD-IDV-UDC non è solo in funzione delle prossime elezioni regionali come afferma il leader dell’IDV, ma purtroppo questa sarà l’alleanza che tenterà, insieme ad un’altra forza che deve ancora nascere, ma che vede in Fini e Montezemolo due illustri futuri esponenti, di battere Berlusconi e governare il Paese nelle prossime elezioni politiche del 2013.
Se mi repelle un governo guidato da Berlusconi e la Lega, mi fa addirittura rabbrividire uno prossimo in cui Di Pietro possa essere alleato con Casini, Bersani, insieme a Fini e Montezemolo e il sempreverde Rutelli.
Mi fa rabbrividire l’idea che non ci sia nemmeno stato il tentativo di considerare la possibilità di coinvolgere, in questo disegno di “ammodernamento” del Paese, le forze della sinistra, almeno quelle che stanno tentando di scrollarsi di dosso quei simboli e quei preconcetti ideologici che, loro per prime, hanno capito essere state sconfitte dalla storia.
Ciò non significa comunque che l’umanesimo socialista non debba essere ancora un’utopia da raggiungere, perché è solo attraverso la realizzazione delle utopie che le società moderne, seppur con lunghissime digressioni, sono diventate tali.
Per questi motivi, che sono imprescindibili dalla mia attività politica, ritengo che non vi sia spazio ulteriore per chi come me ha una visione diametralmente opposta da quella che hanno e che avranno i futuri alleati dell’Italia dei Valori.
Io, infatti, sono per una scuola pubb
lica, l’Italia dei Valori pure, ma non l’UDC, che attraverso i suoi finanziatori della Chiesa cattolica, spinge, violando l’art.33 della Costituzione, per dare finanziamenti pubblici alle scuole private catoliche.
Io sono per le energie alternative, l’Italia dei Valori pure, ma l’UDC vuole l’energia atomica.
Come potrei essere credibile se scendessi in piazza, se organizzassi gazebo per la raccolta delle firme contro il nucleare se poi il “mio” alleato sconfessa la mia politica un giorno si e l’altro pure rilasciando interviste a favore del rtorno del nucleare.
Io sono per la necessità di lasciare ai cittadini libera scelta su ciò che concerne il fine vita, l’UDC ritiene di decidere per tutti, di farci rimanere attacacti ad un sondino anche contro la nostra volontà.
Io sono per la redistribuzione dei redditi, vero punto nodale di tutte le politiche economiche che si vogliano affrontare per ridurre gli effetti devastanti di quella che non è una crisi economica ciclica, ma sistemica.
Aumentare dunque la tassazione delle rendite finanziarie, detassare gli stipendi dei dipendenti ed aiutare tutte quelle partite Iva e tutte quelle aziende che hanno investito nel lavoro e non in borsa i proventi delle loro attività.
Io sono per la laicità delle Istituzioni, l’Italia dei Valori pure, ma l’UDC riconosce un punto di vista, cristiano, che deve essere preponderante nell’azione politica dei suoi esponenti.
Potrei continuare ancora a lungo nei unti programmatici che mi dividono dalle visioni oscurantiste e vetuste dei nostri alleati dell’UDC, ma credo che ognuno di noi sappia valutare autonomamente su quanto da me affermato.
Se a questi che sono principi generali, aggiungiamo lo stato in cui è ridotto il partito dell’Italia dei Valori a Pesaro e nelle Marche, dove contano sempre e solo le tessere, a volte anche non proprio legittime e mai le persone, le loro idee, dove ci sono generali senza esercito che fanno e disfano continuamente questo partito
Ringrazio tutti coloro che in questo breve e turbolento periodo di mia permanenza hanno condiviso le battaglie per uno Stato più moderno, che con questo accordo scellerato, verranno vanificate, perché è chiaro come il sole che ‘UDC porrà dei vincoli di programma che l’Italia dei Valori dovrà per forza accettare.
Io penso invece che uno Stato moderno non possa esistere senza forze politiche moderne e riformiste che a questo punto possono venire solo da sinistra, che saprà raccogliere la sfida di una nuova utopia socialista, un nuovo umanesimo socialista."
Un congresso disastroso
Sono un iscritto all’IDV di Bergamo. Ritengo che l’esito del Congresso sia stato disastroso. Il primo errore politico è stato di De Magistris, che, pur richiesto da tutti a gran voce, non ha accettato di candidarsi per la Regione Campania, con una giustificazione che è chiaramente una scusa. Lo sanno anche i sassi che difficilmente sarebbe diventato governatore e avrebbe quindi mantenuto il suo posto di eletto in Europa. Ma sarebbe stata un’occasione unica per dare una grande scossa elettorale, un indirizzo nuovo, rivoluzionario. Chissà quanti cittadini campani onesti si sarebbero riconosciuti in lui e l’avrebbero votato!
Lui è un “simbolo” per la gente. Ma come viene usato male questo simbolo!
Ma quanto avrà insistito Di Pietro con lui per convincerlo? Questo è il dubbio…
La coesistenza dei due ai vertici è evidente che stride e ha scombinato gli equilibri di indirizzo. De Magistris non si decide a iscriversi al partito… Insomma s’è creata una vera e propria lotta di potere…
De Magistris dovrebbe ricordarsi che fino a poco tempo fa era nella polvere e nell’ignominia e lì ci sarebbe rimasto vita natural durante se non fosse andato Di Pietro in persona a tirarlo fuori con le proprie mani… Di Pietro a sua volta ha fatto una “stecca” enorme portando il congresso, con una strambata politica di 180 gradi, e senza alcun preavviso, a sostenere il candidato inquisito del PD.
Una svolta politica di questo tipo non si può farla avallare da un applauso di 30 secondi! Applauso di un congresso, per giunta, costituito per lo più da quei politici locali di lungo corso, di cui molto si è parlato recentemente, giunti all’IDV da altri partiti di centrodestra: molti di loro se pur mediamente brave persone c’entrano però con Di Pietro come i cavoli a merenda.
Una stecca di quelle sue improvvise, impulsive; ne ha fatte già altre in passato.
Questa proprio non ci voleva. La ciliegina sulla torta l’ha poi messa Genchi con quella improvvida uscita sull’attentato a Berlusconi… Un disastro totale. Non poteva andare peggio.
Bisogna dar atto a Di Pietro che è uno dei pochi, forse l’unico, che sa dire “scusate mi sono sbagliato”. Auguriamoci lo faccia anche questa volta. Anche se non si vede come potrebbe a questo punto fare retromarcia.
Rimango momentaneamente nell’IDV unicamente per vedere gli sviluppi, ma molto perplesso e deluso, per usare degli eufemismi.
Giorgio Foresti
Unico spiraglio le liste 5 stelle
Volevo scrivere direttamente alla sede del partito IDV poi mi sono detto che è tempo perso visto la sterzata a 360° che ha fatto sui principi di moralità e di trasparenza, vedasi l’appoggio inciucio in Campania, sulle persone dentro al loro partito e all’interno del sistema politico. Una forte simpatia per DI PIETRO non l’ho mai avuta perché l’ho sempre ritenuto un po’ banderuola e visto che sul fronte di guerra non c’era rimasto più nessuno allora condividevo in linea di massima quello che faceva tra l’altro sono stato tra quelli che ha votato De Magistris al parlamento europeo.
Oggi, tutto ciò che sta facendo non mi tocca e non mi interessa anzi l’ho eliminato totalmente dalle mie battaglie modeste sposando in pieno le LISTE CIVICHE 5 stelle perché sono l’unico spiraglio per contrastare il nuovo totalitarismo ormai evidente nell’ex paese ITALIA.
Sono amareggiato, deluso e scarico moralmente per questo immobilismo mediatico generale e nessuna presa di posizione da parte di celebrità artistiche, intellettuali tolto fuori voi che vi ammiro ma rimanete o rimaniamo solo un grande punto in mezzo ad un OCEANO. Meglio non demordere sicuramente, però c’è sconforto nel pensare che tutta la politica assieme al potere mediatico è paralizzato, succube di un IDIOTA che corrompe col denaro tutto ciò e tutti quelli che lo contrastano. La mia ITALIA non c’è più il suo SISTEMA è finito per cui non vedo altra soluzione che scontri violenti in piazza che man mano si accentueranno sempre più, perché siamo destinati verso i 4 milioni di disoccupati senza nessun investimento, da oltre 15 anni, alle Università per la ricerca e la Scolarizzazione specialistica obbligatoria sino all’età di 16/18 anni.
Quando penso che nel regime rosso cinese con tutti i loro massacri verso i dissidenti avessero chiamato 15/18 anni fa i migliori professori da tutto il mondo per insegnare tutte le discipline tecnologiche nelle università e negli istituti per uno sviluppo del paese che oggi assieme a INDIA sono i maggiori esportatori di capitale umano qualificato mentre noi saremo popolo migrante di alta bassa manovalanza.
Quei pochi giovani di famiglie ricche che riescono a mandare all’università i propri figli, per loro ci sarà un posto sicuro perché saranno il prosiegu
o della casta.
Ribelliamoci ad oltranza.
Andrea Magnani
Di Pietro faccia marcia indietro
Sono delusa come voi, come tutti. Spero che Di Pietro faccia marcia indietro, un passo falso è comprensibile, ma insistere dopo che metà del tuo elettorato si è dissociata, è diabolico. Anche perché perderà diversi punti in percentuale. L’IDV ha un elettorato molto attento e che non si lascia prendere per i fondelli!
Comunque mi sento orfana: a noi cosa rimane da votare? Aiuto!
Sandra Esposito
Il fine non giustifica i mezzi
Spett.le Redazione,
premetto che io sono una che per la prima volta nella sua vita ha preso la tessera di un partito, l’IDV, perchè siamo in EMERGENZA DEMOCRATICA e per me il tesseramento è stato come l’ESSERSI ARRUOLATI volontariamente per LIBERARE il paese. Vorrei però aggiungere due considerazioni critiche nella condivisione generale del pensiero del prof. d’Arcais:
1) De Magistris deve rispondere ai suoi elettori che lo vogliono in Europa dove può svolgere un ottimo lavoro x contrastare le MAFIE nostrane e dove poi è stato eletto di recente. Sappiamo che sono sempre stati guai per chi si autocandida a fare l’eroe e d’altronde c’era anche il giudice Cantone, che il PD però non ha voluto(!!??)
2) in Parlamento l’IDV è all’OPPOSIZIONE con il PD e sono molti che vorrebbero invece ISOLARLA per poi distruggerla… la sua OPPOSIZIONE INTRASIGENTE, anche per il contributo di validissime persone della società CIVILE (come ad esempio il senatore Pardi), è molto DIFFICILE e COMPLICATA e la gente non ha percezione dei risultati. A livello locale (dove ora, per le elezioni regionali, se ne stanno vedendo delle belle!) il coinvolgimento di persone LIBERE, provenienti dalla società CIVILE è fortemente OSTEGGIATA e c’è la tendenza a far prevalere RENDITE di POSIZIONE, basate solo sull’ anzianità. Penso che Di Pietro, quindi, stia IMMOLANDO il livello locale al PD (emblematica e pericolosissima la candidatura De Luca, dove Di Pietro avrebbe avuto bisogno subito di un interlocutore sul palco e prima dell’arrivo di De luca nel pomeriggio) per la GRANDE BATTAGLIA NAZIONALE contro la MAFIA al COMANDO del paese e, pur comprendendo nella complessità ed urgenza del quadro generale il suo motto "UNITI si VINCE!!" perchè, appunto, l’OPPOSIZIONE l’IDV non può farla da SOLA, dico che bisogna stare MOLTO ATTENTI a che "il fine" non venga stravolto dal "mezzo"!
NON abusiamo, quindi, di MEZZI inidonei e sbagliati per OBIETTIVI SACROSANTI perchè ne potremmo finire TRAVOLTI tutti nell’ILLUSIONE di COMBATTERE per il BENE COMUNE. Cominciamo con il non nasconderci che molta colpa di questo DRAMMA NAZIONALE è di quella "parte del PD troppo berlusconizzata" (come ad esempio l’on. VIOLANTE, vero PERICOLO per la nostra fragile DEMOCRAZIA!), che per troppo tempo ha ignorato il DRAMMA, ma anche dei CACICCHI locali che, pur ottimi burocrati di partito, non hanno sufficiente indipendenza di pensiero e quell’ elevato SPESSORE CULTURALE per essere veri POLITICI in questa fase, ripeto, di EMERGENZA della nostra FRAGILE DEMOCRAZIA e l’on. DI PIETRO deve rendersene conto quanto prima!
Sono sicura che saremo in tanti il 27 alla MANIFESTAZIONE per LIBERARE il paese dai CRIMINALI al COMANDO!
Grazie per l’attenzione e per il vostro preziosissimo lavoro!
Cordiali saluti
Rossella Rispoli
Troppe illusioni su Di Pietro
Dovevate aspettarvelo, secondo me. Io non ho mai pensato che di Pietro e il suo partito rappresentassero realmente qualcosa intorno a cui si potesse coagulare un’alternativa di opposizione: non a caso, non li ho mai votati. I motivi sono diversi. Innanzitutto credo una forza politica non possa esistere a lungo basandosi solo sulla questione morale, che è (dovrebbe essere) una condicio sine qua non, ma non è una proposta politica. La debolezza di questa impostazione è apparsa chiaramente in molte occasioni: Di Pietro che prima era a favore del nucleare e successivamente si è dichiarato contrario; Di Pietro che, da ministro, firmò una proposta di legge per la privatizzazione dell’acqua (ripresa praticamente uguale dal governo Berlusconi) e poi, dall’opposizione si dichiara contrario; Di Pietro che votò con il centrodestra contro la commissione di inchiesta sugli abusi a Genova e poi se ne “pentì”; Di Pietro che votò a favore del Ponte di Messina e poi disse che si era “sbagliato”; Di Pietro che, in campagna elettorale nel 2006, si dichiarò a favore dei DICO in una trasmissione con Luxuria, salvo poi rimangiarsi tutto pochi mesi dopo a Matrix… e gli esempi sarebbero tantissimi. Ho scritto “Di Pietro” e non “Italia dei valori” perché non credo che in questo partito si sia mai discusso di questi temi. E questo rimanda ad un altro elemento che mi ha sempre lasciato quantomeno perplessa: la concezione proprietaria, da parte di Pietro, del suo partito, molto simile alla gestione berlusconiana di Forza Italia prima e del Pdl poi. Questa concezione alimenta da un lato fanatismo, culto della personalità del “capo” carismatico e allineamento acritico di iscritti ed elettori alle sue innumerevoli giravolte; dall’altro, facilita, in assenza di linea politica, l’accorrere di personaggi di tutte le provenienze, dall’ Udeur all’ Udc, da Forza Italia alla vecchia Dc ai socialisti… tutti portatori di tessere e pacchetti di voti, ai quali subappaltare la gestione locale. Ovviamente questi personaggi ambiscono a poltrone, comunque arraffate. Io, perciò, non personalizzerei più di tanto su Di Pietro che ha “tradito” (categoria, questa del “tradimento”, per me inaccettabile in politica), quanto sull’inesistenza di linea politica, che ha facilitato l’ instaurarsi di un “blobbone” dove, al riparo di dichiarazioni di principio contro la corruzione e il malaffare, potevano fiorire familismo, piccoli feudatari locali ecc nell’assenza di qualunque dibattito e controllo, nella sicurezza della “fedeltà” dei militanti di base e degli elettori, sedotti dal carisma del “capo” un po’ santone e un po’ papà. Insomma, caro dottor Flores D’Arcais, lei secondo me si era illuso troppo e ciò spiega la sua attuale delusione. Io credo che purtroppo ci aspetti una lunga traversata nel deserto per ripristinare un minimo di consapevolezza nella testa degli italiani, dopo la sbornia berlusconica che ci ha infettato tutti, di destra, di sinistra e di centro. Sarà un lavoro lungo, paziente e sfibrante, anche dopo la scomparsa di Berlusconi dalla scena pubblica: secondo me, ci vorranno decenni per riparare ai guasti e non ci saranno scorciatoie possibili, non certo la scorciatoia Di Pietro che, culturalmente, è molto simile all’impostazione di Berlusconi.
Gabriella De Rosa
No al male minore, la coerenza prima di tutto
Io ancora non riesco a crederci! Non riesco a credere che il Congresso del mio partito, l’Italia dei Valori, si sia potuto/dovuto arrendere alla candidatura di De Luca.
Lo sentivo in diretta su Sky, e mi aspettavo da un momento all’altro una serie di fischi e contensazioni e invece? Invece sentivo applausi anche da Di Pietro (?!) mentre De Luca si autoassolveva in una sorta di processo in diretta suo personale…
Ma come è stato possibile tutto ciò? Come è possibile che il Congresso si sia fatto imbambolare dalle schiocchezze che propinava? Io non s
o se sia colpevole o innocente dei reati che gli vengono contestati, ma non capisco perché lo si debba candidare per forza.
Non ero e non sono d’accordo con questa scelta come il male minore, e penso convintamente che la coerenza delle opinioni è fondamendale nel rapporto con gli elettori.
Le pseudo spiegazioni di Di Pietro sulla faccenda sono davvero molto simili a quelle che potrebbero essere dette dai vari Cicchitto, Bonaiuti, Lupi & co. che si inerpicano nei distinguo e negli aggrovigliamenti dialettici alla azzeccagarbugli.
Non ci vuole niente a farlo, ne sarebbe capace chiunque. Basta mettere insieme un pò di frasi fatte, qualche espressione demagogica e il gioco è fatto.
Ghedini & co. avranno gioco facile contro Di Pietro e non esisteranno certo a farlo nero per questo.
E quanti futuri voti in meno costerà questo a Idv solo per “provarci” in Campania?
E non credo ci sia ‘calcolo politico’ che tenga , o timori di consegna della regione ai casalesi. Con De Luca a chi la si consegna invece?
Bastava dire a Bersani “NO DE LUCA NON VA! Prenditi la responsabilità di trovarne un altro oppure te lo sciegliamo noi (che troppi c’e ne sarebbero stati!). Punto!
E se questo doveva essere il prezzo, allora meglio dire “muoia sansone con tutti i filistei”
Una mossa sbagliata invece, che ci costerà cara, molto cara!
E non sono per niente convinto di eventuali dimissioni di de luca in caso di condanna in primo grado, e sono sicuro che troverebbe un altro arzigogolamento dialettico per dire ad es che non può dimettersi perchè lascerebbe le cose a metà (tanto per dirne una molto tipica in circostanze come questa).
Ma volendo pur tuttavia fare un immane sforzo di fiducia, vorrei da Di Pietro, in caso di vittoria di De Luca:
1) report settimanale on line sul sito, sull’attività delle giunta corredato di tutti i documenti ufficiali emessi;
2) pubblicazione semestrale del bilancio di esercizio;
3) costante presenza di una cam e relativo report ad ogni riunione in cui vengono prese decisioni e dire quali sono e perchè sono state prese e da chi;
4) nominativi di tutti gli assessori che verranno nominati, chi sono da dove vengono e perchè sono stai nominati in quella posizione, e quali sono i compensi che percepiscono;
5) quali sono/saranno gli investimenti fatti, dove, come, quando, quanto e perchè e da dove sono stati presi i soldi;
6) tutto ciò che verrà di volta in volta ritenuto opportuno per una trasparenza totale e cristallina dell’intera attività regionale.
E’ chiedere troppo ?
Giuseppe Piscitello
Il mio botta e risposta con Antonio Di Pietro Carissima redazione,
v’invio in allegato il testo dell’email che ho scritto ad Antonio di Pietro in relazione sia alla situazione locale dell’IDV, fuori controllo (descritta molto bene nel vostro articolo "C’è del marcio in Danimarca"), che quella relativa alle mie sensazioni sul Congresso e sulla candidatura di De Luca. Via allego anche la risposta che ho ricevuto (molto laconica e che sembra un disco incantatato). La risposta non risponde alla quasi totalità delle mie osservazioni, è apprezzabile soltanto il tempismo, considerata la mole di e-mail che Antonio riceverà, giudicate voi.
Cordiali saluti
Alessandro Pennino
Caro Antonio Di Pietro,
ti scrivo questa mia lettera per raccontarti l’esperienza che io ho avuto con l’Italia dei Valori a livello locale e per evidenziarti il mio punto di vista su quanto è accaduto negli ultimi giorni al Congresso Nazionale dell’IDV, con tra l’altro la candidatura di De Luca in Campania, sperando di portare un contributo, evidenziandoti certi aspetti che in parte sono collegati fra loro.
Cercherò di essere sintetico, anche se gli argomenti sono molti.
Nell’anno 2008 firmai ad un banchetto dell’IDV per il referendum contro il lodo Alfano essendo d’accordo sull’iniziativa; allora era presente il responsabile provinciale di Pistoia (è in tale provincia che risiedo) del tuo movimento, al quale chiesi di potermi tesserare. Forni per scritto tutti i miei dati anagrafici ed i recapiti telefonici e lui mi disse che mi avrebbe ricontattato.
Dopo di ciò non seppi più nulla, se non che nel mese di dicembre dell’anno 2008, trovai il responsabile provinciale ad una manifestazione della CGIL sempre a Pistoia, in quell’occasione gli ricordai la questione del tesseramento, ma niente, lui si scusò, anche in quell’occasione riprese i miei dati e mi disse che sarei stato ricontattato, ma ciò non accadde.
Ora la domanda che mi sorge spontanea è: in Provincia di Pistoia per aderire all’Italia dei Valori, bisogna appartenere ad un’elite? Bisogna rimanere in simpatia a qualcuno? O appartenere ad una determinata classe sociale?
In pratica mi è stato impedito d’iscrivermi all’IDV, per motivi a me sconosciuti; ora non credo che uno debba elemosinare l’iscrizione ad un movimento, che, visti i fatti degli ultimi giorni ora è l’ultimo dei miei pensieri…
Tutto ciò te l’ho raccontato per farti capire quanto a livello locale l’IDV non gestisca al meglio determinate situazioni essenziali per lo sviluppo del movimento (ad es. il tesseramento), o altre che ti spiegherò nel proseguo della lettera.
Per esempio all’elezioni dello scorso anno, nel mio comune (Pescia) vi erano le comunali, le provinciali e le europee.
Per quanto riguarda le comunali, l’IDV appoggiava l’ex Sindaco; ora per farti capire il tipo di politico, mi basta dirti che un tuo candidato consigliere (poi se vuoi ti potrò fare tranquillamente tutti i nomi del caso), disse anni fa quando l’ex Sindaco era in corso per il primo mandato che tale persona era un “politico della prima repubblica”, mi basta questo per chiarirti circa il soggetto, senza entrare nel merito delle clientele che nel nostro territorio il centro sinistra tesse da anni, senza parlarti del fatto che nel paese dove abito (di poco più di mille abitanti) sono stati costruiti grazie ad amministrazioni di centro sinistra, un depuratore in mezzo alle case, un carcere mai aperto e chiuso da vent’anni, un inceneritore, per fortuna mai attivato, oltre ad una zona industriale, mantenendo però le infrastrutture viarie limitate di un paese.
E non ti dico che appare anche abbastanza chiaro a chi è nato e vive nei miei luoghi da tempo che l’IDV sia spesso la casa di quelli che hanno trovato tutte le altre porte chiuse.
E non sto parlando del responsabile IDV nelle elezioni comunali, che ritengo una persona seria, ma del contorno.
E’ stato appoggiato un candidato ex sindaco che ritiene la politica uguale a una poltrona sulla quale sedersi e possibilmente non togliere più il posteriore.
Per i motivi sopra indicati alle ultime elezioni non ho votato l’Italia dei Valori a livello comunale.
I risultati delle elezioni poi sono stati scontati, solo il candidato sindaco ha fatto finta di non capirli prima, senza l’umiltà di fare un passo indietro, il centro sinistra si è spaccato ed è stato consegnato il governo del comune al centro destra.
Anche a livello provinciale non ho votato l’Italia dei Valori, vista l’esperienza con l’allora responsabile, come ti ho in precedenza raccontato, ed il fatto di una campagna elettorale poco comunicata, dai toni e contenuti piatti, non mi sono sentito rappresentato dall’IDV e di conseguenza non l’ho votata.
A livello europeo ho votato l’Italia dei Valori e precisamente
tre persone: Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Carlo Vulpio (mi spiace davvero per Carlo che non ce l’ha fatta per il parlamento europeo).
In ambito Nazionale ed Europeo, a differenza spesso del contesto regionale, provinciale e locale, proponete persone all’altezza, di valore, credibili, che possono veramente fare la differenza e condurre battaglie importanti.
A livello locale non ci siamo, mi arrivano segnalazioni da amici del Comune di Massarosa (LU), da conoscenti del Comune di Serravalle Pistoiese (PT), il caso di Cattolica evidenziato da Travaglio, in parte rientrato, questo per dirti che il setaccio usato a livello locale ha le maglie troppo larghe…
Si deve trovare la maniera che chi ha passeggiato allegramente tra vari partiti sia verificato con estrema attenzione prima di entrare in IDV, e se eventualmente si decide di farlo tesserare, lo si deve fare in una forma provvisoria, senza possibilmente dargli subito incarichi. Solo persone di valore sennò che Italia dei Valori è?
Tutto questo per dirti che il sottoscritto sa distinguere, non si fa incantare e quando riconosce le persone di valore, gli dà fiducia (come per i candidati alle europee) con il proprio voto.
Ma veniamo ai fatti di oggi. Francamente per quello che ho visto in tv e letto sui giornali in merito al Congresso sono profondamente deluso dall’IDV.
Che vuol dire la piazza non basta, nella piazza se oggi ci sono cento persone, domani dobbiamo portacene mille e dopodomani diecimila e così via; è ovvio che non si deve manifestare solo nella piazza, ma nelle piazze del nostro paese, spesso si è costruita la storia d’Italia sono luoghi di forte importanza sociale e non è giusto sminuirle. Certo che si devono cercare altre forme di comunicazione e mi sembra che l’IDV le abbia cercate a livello nazionale, allora perché sminuire la piazza? Bisogna ringraziare ed ammirare sempre quelli che scendo in piazza, fino a che ciò avverrà vuol dire che forse c’è sempre speranza per la democrazia.
E’ stato anche detto non basta criticare, bisogna proporre, ma perché hai fatto questa affermazione? L’IDV a livello nazionale ha sempre fatto proposte, importanti, utili, di buon senso, basta andare sul sito internet e vedere in modo molto analitico le proposte dell’IDV e i punti del suo programma, e allora perché fare un’affermazione del genere? Sono rimasto basito dal Congresso, dalla candidatura di De Luca, la sua acclamazione poi era veramente agghiacciante. Hai fatto celebrare come dice Travaglio il processo breve a De Luca, quando l’hai combattuto in parlamento come solo tu sai fare.
Arriviamo quindi al clou, la candidatura di De Luca alle regionali in Campania, errore immenso Tonino ripensaci!! Senza considerare che tu stesso avevi detto che era non candidabile, ed allora avevi ragione (ti suggerisco, se non l’hai già fatto, di leggerti a tal proposito l’articolo di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 9 febbraio), ti ricordo che i reati che gli sono contestati non saranno come quelli contestati a Cosentino, ma ci si avvicinano molto. Bassolino è coinvolto in un procedimento De Luca in due, dico ma dove siamo a Lascia o Raddoppia?!?
Avrai letto immagino anche gli articoli di Gomez e di Travaglio di domenica 7 febbraio sempre sul Fatto Quotidiano; questo errore sarà pagato a caro prezzo dall’IDV, con perdita di credibilità e di conseguenza emorragia di voti.
Scusami se te lo dico ma in Campania avete dormito, da quanto tempo si sapeva che c’erano le elezioni regionali e allora perché ridursi agli ultimi mesi?
Non mi hanno soddisfatto neanche le tue spiegazioni sul blog, avevi proposto la candidatura a De Magistris (giusto è una persona di valore), è anche comprensibile che lui abbia rinunciato, ricopre un ruolo importante nel parlamento europeo, non lo può lasciare così, tradendo la fiducia di tantissimi elettori, ma non è vero, mi dispiace dirtelo, che non c’erano i nomi, basta leggere l’intervista a De Magistris del 9 febbraio sul Fatto Quotidiano, e poi cazzo i nomi si devono trovare e prima!
Possibile che in una regione di oltre cinque milioni di abitanti come la Campania, non si trova una rosa di cinque/sei persone di valore assoluto, è impossibile anche per il calcolo delle probabilità.
Poi scusa ma le tue condizioni dettate a De Luca rappresentano l’ingenuità fatta persona, ma come è possibile dire se sarai condannato ti dovrai dimettere.
Leggi se vuoi sempre Travaglio del 7 febbraio (si dimetterà come sottintende Di Pietro al primo grado o come sottintende De Luca alla fine dei tre gradi di giudizio!), cioè se va di lusso tra dieci anni, quando lui, se viene eletto può aver fatto anche due mandati. Per piacere, ma i giochi delle tre carte non li faceva Berlusconi! Oltre tutto hai precisato sul Fatto Quotidiano del 9 febbraio che uno è innocente fino a condanna definitiva, quindi vuol dire che lui potrà starsene tranquillo per dieci anni o più e poi dimettersi da che, visto che potrebbe aver fatto anche due manda
Vuol dire in teoria ti devi dimettere, in realtà starai sulla poltrona, dico ma ti rendi conto!!
Cosa rappresenta De Luca? Rappresenta il gattopardo, il cambiare tutto affinché non cambi nulla, l’estremo antagonista opposto ma uguale a Bassolino, l’arroganza.
L’infischiarsene da parte del PD dei cittadini, dopo ciò che è successo in Puglia con Vendola (esperienza già cancellata che non è servita a niente), tradire le primarie da parte di chi le ha create e l’IDV subisce un diktat, invece di fare come la Lega nel centro destra che è consapevole della forza della differenza dei numeri quando si è ago della bilancia, ti fai fagocitare da Bersani & C.
Ci vogliamo inoltre dire qualcosa che nessuno ha detto? Cioè che l’IDV non è stata in grado di creare una contro tendenza in Campania per far si che lì si rompa il meccanismo del voto di scambio?
Perché non si cerca in generale d’intercettare il 20% e oltre degli italiani che non votano (il terzo partito), oltre dieci milioni di persone?
Ma sei proprio sicuro di vincere in Campania? E se vittoria sarà, lo sarà veramente? O forse per una apparente vittoria, saranno più le defezioni su scala nazionale, la perdita di credibilità, la rottura di un progetto che aveva visto l’IDV raddoppiare i consensi nelle ultime elezioni?
Tutti d’ora in potranno attaccare l’IDV, dicendo “parlate di legalità e candidate uno sotto processo, parlavate di Bassolino ed appoggiate la candidatura di De Luca”, ed allora tutto ciò perchè? Sei sicuro che sia quello che vuoi?
C’è la possibilità nei giro di una settimana/dieci giorni di presentare uno di quei nomi che già ci sono, pensaci bene, sul palco del congresso ti sei fatto baciare da Giuda, ma sei ancora in tempo.
Il candidato di Beppe Grillo è una persona determinata che ci mette la faccia, una faccia pulita e questo deve accadere anche per il candidato dell’IDV!!
Prima di tutto la credibilità se vuoi un progetto futuro per l’IDV, sei sicuro che il candidato del centro sinistra è immacolato? No, non puoi esserlo perché non è ancora finito il procedimento giudiziario in corso.
E allora mi auguro vivamente che tu ci ripensi!!
Saluti con affetto.
Alessandro
La risposta di Di Pietro:
Gentile Amico,
scusandomi per il ritardo, rispondo alla sua e-mail. La ringrazio per il contributo che ha voluto farci pervenire, specie in questi momenti cruciali per il partito e per la nostra democrazia. Non c
’è alcun dubbio che ci voleva un candidato presidente di rottura vera. Infatti, come Italia dei Valori, abbiamo subito cercato un candidato dell’alternativa ed abbiamo chiesto anche a de Magistris di candidarsi; Luigi ha però fatto presente un fatto più che giusto: è stato appena nominato parlamentare europeo ed è Presidente della commissione di Controllo bilancio di tutti i fondi europei: non possiamo dunque pretendere che “tradisca” i suoi elettori. Sarebbe stato molto più facile, per noi, correre da soli e non avere problemi, ma se l’Italia dei Valori vuole portare avanti il progetto dell’alternativa di governo, non può rompere con il Pd, per di più in una regione importantissima come la Campania. Di fronte a noi avevamo essenzialmente due alternative: da una parte, la possibilità di una grande coalizione, dall’altra quella di correre da soli, ma con il rischio concreto di lasciare la Campania nelle mani dei casalesi. Continui a seguirci vedrà che non la deluderemo.
Qui sotto i link dei post pubblicati sul mio blog dove spiego le ragioni del sostegno alla candidatura di De Luca:
http://www.antoniodipietro.com/2010/02/appello_per_la_campania.html
http://www.antoniodipietro.com/2010/02/intervista_a_il_fatto.html
Cordialmente,
Antonio Di Pietro
L’appoggio all’impresentabile De Luca è vecchia realpolitik
Anzitutto non condivido affatto l’asserzione che tutti gli estimatori di De Magistris avrebbero compreso una sua eventuale candidatura. Io assolutamente no; perche’ l’Europa è più importante dell’Italia e controllare il malaffare da e in un contesto giuridico e amministrativo europeo è una delle poche speranze di raddrizzare la pianta storta della nostra società mafiosa e illegale.
Tramontata quell’ipotesi, Di Pietro avrebbe fatto molto meglio a presentare (o a sostenere) un qualsiasi candidato pulito e nuovo (o anche tirarsi fuori) piuttosto che appoggiare l’impresentabile candidatura del Pd che, a parte i guai giudiziari, confligge nei programmi con molti e non secondari punti programmatici dell’Italia dei Valori (vedi inceneritori, politiche del territorio, immigrazione ecc.).
Quella adottata è stata una mossa di realpolitik che oggi appare ancora meno lungimirante alla luce del quotidiano scempio della legalità che affiora dappertutto. Una politica vecchia che, se in Campania non vincerà De Luca, non comporterà alcun vantaggio ma anzi una frana di consensi "di principio" per l’IDV.
Claudio Rossi
La battaglia comincia adesso C’è del fumo denso, nero, nerissimo, guardo intorno e non riesco a vedere niente, sento, mentre con fatica cerco di muovermi, lo stridulo delle pietruzze frantumarsi sotto le mie scarpe, ho gli occhi impastati, di lacrime e fango, penso di essere giunto d’ improvviso all’inferno, poi pian piano il fumo si dirada, incomincio a vedere meglio, ma come? non c’è né distruzione né macerie attorno a me, ma allora cosa è accaduto? mi sento svuotato, come quando si hanno i morsi della fame allo stomaco, è di colpo capisco: non è fuori che dovevo cercare ciò che stava succedendo ma dentro di me.
Sembra la fine, ma di cosa? di un sogno? Forse, ma può definirsi tale? Ecco dopo il congresso mi ritrovo, come un’amante tradita (B.Grillo) a scrivere, con rabbia, quasi odio, contro chi mi ha svuotato improvvisamente di un ideale che forse non era giusto avere, che forse non era nemmeno realistico pensare.
All’inizio questo sentimento mi porta a pensar male di chi prima pensavo ogni bene, a scardinare quell’equilibrio raggiunto mai voluto, vorrei disunire, tu, tu e tu, venite con me e gli altri che se ne vadano pure, non mi importa.
Ho sperato ad un ripensamento, povero illuso!! Ci ho sperato davvero, e così come me tanti altri ragazzi; dai su torniamo indietro, in fondo uno sbaglio è concesso a tutti, in fin dei conti sarebbe stato onesto dire: ok non si possono tradire gli ideali, tutto ha un prezzo ma noi non possiamo barattare quello che si sentiamo di essere.
Poi, a mente fredda, cerco di riflettere, forse è stato un bene questo congresso.
Mi ha fatto capire che nessuno è perfetto, come se ci volesse un congresso, che non si può pretendere la luna, questa è la nostra realtà, inglobare consenso, non è solo un numero da poter esporre con orgoglio, sono idee, persone, atteggiamenti che si aggregano ma non per forza cambiano la loro essenza, e così è stato.
E l’idea per forza maggiore, si diluisce, evolve, apparentemente sembra sempre uguale, ma al massimo sarà simile ad un istante appena precedente.
Ecco noi siamo solo gli spettatori di un film il cui secondo tempo è iniziato dalla fine, non abbiamo avuto il tempo per far si che il cambiamento ci risulti impercettibile.
Così nello sconforto generale non potendo cambiare gli altri, retrocedo ad un passo inferiore, ma non per questo meno valido, anzi, direi il più importante, e cioè noi stessi: la nostra personalità e i nostri atteggiamenti.
Occorre puntare al miglioramento personale, perché ogni organizzazione è una sommatoria di tanti "IO". Alla fine siamo tutti concordi nel dire che viviamo in una società in grosse difficoltà, dove i valori contano ben poco.
Quanto tempo ci vorrà? forse non farò in tempo, ma la battaglia inizia adesso, ed è interiore, nessuno schermo, nessun para-fulmine, non si faranno ne morti ne feriti, sarà la mia anima più nobile a combattere con quella più opportunista, becera che si fa ammaliare.
Oggi è caduto un muro, quello dell’ipocrisia, la mia.
Giorgio Valenti
Se baciare il rospo può servire a condizionarlo
Egr. Flores D’Arcais,
premetto che Micromega è la mia homepage, per cui vi leggo ogni volta che apro il mio pc, e fortuna vuole che c’è ancora, in Italia, chi rema contro il grande manovratore di Arcore!
Non ho gradito molto la svolta di IDV, sia perché questo De Luca mi sta sullo stomaco per la sua proverbiale antipatia e presunzione, sia per le note ragioni che già tanti lettori hanno esposto.
Ma ho letto attentamente l’appello per la Campania che Di Pietro ha scritto sul suo blog. L’appoggio c’è, si, ma è un appoggio condizionato, molto condizionato. Ci sono quelle condizioni indicate da Di Pietro, che formano una gabbia da cui non sarà facile uscire, se il De Luca verrà eletto. IDV potrebbe, ingoiando il rospo, essere poi in una posizione di forza, condizionando, pesantemente (e in meglio), l’operato della eventuale futura giunta. Forse vale la pena di tentare. In ogni caso, vale la pena di salvare tutto ciò che oggi IDV ha saputo fare e rappresentare. Non buttiamo tutto a mare e diamo a Di Pietro, la possibilità di dimostrare se ha avuto ragione o meno ad ingoiare il rospo De Luca.
Con immutata stima.
Giovanni Caputo
Le vere motivazioni della "svolta di Salerno"
Egregio Direttore,
mi pare che le sfugga quella che ritengo la vera causa della “svolta di Salerno”. La vera svolta, l’affaire De Luca ne è una conseguenza, è la decisione, nemmeno concordata con i suoi, di cambiare rotta nel tipo di opposizione: non pi
ù di pancia e di piazza e al fine di costruire l’alternativa con Bersani con cui forse un giorno ci si potrà fondere.
Non credo che a lei e a Travaglio sarebbe piaciuta questa svolta anche se non avesse compreso l’appoggio a De Luca. E non sarebbe piaciuta a molti altri. E allora perché? A mio parere perché Di Pietro ha fiutato che qualcosa si stava muovendo. La vostra indagine con cui avete fatto, a fin di bene, le pulci alla gestione e alle scelte locali del partito, le domande che gli avete rivolto, gli appelli a De Magistris da voi scelto come interlocutore privilegiato, si vede che lo hanno preoccupato. Ha pensato che presto sarebbe stato soppiantato, che il vostro appoggio vacillava. Per non scomparire, ecco la svolta. Tanto vi avrebbe perso comunque, ma almeno poteva restare protagonista.
E mi pare ci sia riuscito. Acclamato presidente, applaudito e con De Magistris rimasto nell’angolo e a bocca asciutta.
De Luca è stato l’ostacolo non previsto. Il non appoggiarlo valeva a far saltare il banco dell’abbraccio con Bersani. Non ci fosse stato quell’ostacolo, quella scelta da fare, sarebbe andato proprio tutto liscio. Invece ha dovuto scegliere. E ha scelto. Ma con astuzia, facendo acclamare De Luca dal suo stesso congresso, senza imporre nulla. Chiamiamolo scemo…
La sensazione, insomma, è che se anche la base si ribella, non so se si pentirà. Non se le cose stanno così. Non se ha fatto tutto questo perché pensava che continuando come prima al suo posto ci sarebbe andato qualcun altro.
Cordialmente
Barbara Tempesta, Brescia
L’errore politico di Di Pietro (e di De Magistris)
L’appoggio di IdV a De Luca in Campania è l’ultimo atto di una "malagestione" del percorso di selezione del candidato governatore nella regione in cui più di tutte (anche della Calabria) era necessario un formale e sostanziale cambio di rotta all’insegna della totale discontinuità. Il problema nasce dal PD (e dove altrimenti?) che in regioni "calde" come il Lazio, la Campania, la Calabria, dove l’esigenza di selezione di una nuova classe dirigente era avvertita già da diversi mesi (per non dire un anno) prima che partisse il toto-candidature; l’inanità del PD, troppo intento ad ascoltare i vari potentati e gruppi dirigenziali locali invece che gli elettori con una bella e fresca tornata di primarie, ha lentamente trasformato il problema della candidatura in Campania in un’emergenza in cui De Luca ha avuto gioco facile a rappresentare l’unica soluzione possibile.
A fronte di questa staticità del PD, l’IdV avrebbe dovuto rompere gli indugi e dare una bella scrollata ai democratici. Di Pietro si giustifica in video chiedendo alla rete: "in che modo?". La risposta è molto semplice. L’IdV avrebbe potuto già qualche settimana fa mettere in campo un suo uomo, come hanno fatto i Radicali nel Lazio lanciando un nome forte come quello di Emma Bonino e come hanno fatto gli stessi dipietristi in Calabria annunciando già da tempo il loro appoggio a Callipo. In Campania l’IdV avrebbe dovuto tirar fuori un nome importante, magari una figura in grado di raccogliere consensi dai movimenti e dalla sinistra e allo stesso tempo spiazzare il PD e scuoterlo alla base al punto da farlo arrivare a garantire il suo appoggio: ci voleva, insomma, un nome come quello di De Magistris, come, d’altro canto, chiedeva anche il direttore Flores D’Arcais.
La candidatura di De Magistris avrebbe sicuramente rimescolato le carte sui tavoli dei democratici campani in pressing sul vertice bersaniano, e avrebbe costretto il PD, se non proprio ad appoggiare senza esitazioni l’ex pm di Catanzaro, a indire delle primarie aperte al candidato IdV. L’esito delle primarie sarebbe stato tutt’altro che scontato, ma a prescindere dal risultato l’IdV non avrebbe avuto niente da rimproverarsi. Se poi il PD avesse comunque insistito a candidare De Luca senza se e senza ma, allora i dipietristi avrebbero dovuto iniziare a dialogare con i "grillini" (che in Campania hanno una loro lista), con la sinistra extra-parlamentare, col movimento viola per far convergere tutta una porzione di società civile (che comprende anche una base del PD) sull’appoggio a De Magistris.
La mancata candidatura di De Magistris ha, invece, lasciato campo libero a De Luca, soffocando nella culla tutta quella spinta al cambiamento e alla discontinuità che era diventata la forza aggregativa dell’IdV, e che ora si è incontrovertibilmente sporcata nelle acque torbide del compromesso morale con un due volte rinviato a giudizio. Ma questo errore politico non ricade solo su Di Pietro e sul suo partito, che in ciò ha dimostrato di avere una gran voce ma pochi attributi nei confronti del PD (un partito evirato, potremmo dire), ma sullo stesso De Magistris che ha rinunciato alla candidatura in Campania perdendo un’occasione oserei dire storica.
Le ragioni addotte dall’ex pm del suo rifiuto a lasciare Bruxelles per correre alle regionali campane sono tutte onorevoli, soprattutto nello stato attuale della politica italiana, ma in fondo insufficienti. De Magistris dimentica che il suo elettorato è costituito da un popolo di persone di buon senso e ben infromate e che tutti i suoi elettori, dal primo all’ultimo, avrebbero capito e appoggiato la sua eventuale scelta di candidarsi in Campania proprio per lo stato di emergenza della situazione, e proprio perché gli italiani tutti (e tanto più i campani) sono stanchi nelle urne di dover di volta in volta stare a valutare col microscopio tra i due mali quale sia quello minore.
Non solo! Nella sua rinuncia alla candidatura, De Magistris non considera neanche le potenzialità politiche che la sua scesa in campo avrebbe potuto liberare; l’ex pm avrebbe potuto aprire un dialogo multidirezionato e provare a creare un fronte di governo (non più di opposizione!) che tenesse insieme il PD (mettendolo su una via accettabile, piuttosto che quella pericolosa suggeritagli da Casini), la sinistra extra-parlamentare, un partito d’opinione come l’IdV e i movimenti, dai "grillini" (che non avrebbero rifiutato il sostegno a De Magistris, avendolo eletto lanche con i loro voti al Parlamento europeo) al popolo viola. La Campania avrebbe potuto divenire il laboratorio politico della nuova opposizione nazionale al berlusconismo e alla destra, e di una nuova forza di governo che avrebbe avuto una base solida in Campania su cui elaborare un progetto di coalizione solida e maggioritaria.
So che questa è solo fantapolitica, ma tale è la dimensione delle illusioni che il congresso dell’IdV ha definitivamente cassato e cestinato. E le ragioni per cui ciò è avvenuto risiedono essenzialmente in una mancanza di coraggio (espressa in forme diverse) da parte delle due figure che meglio hanno rappresentato lo spirito di rinnovamento all’interno della politica italiana: Di Pietro e De Magistris.
Leonardo Battisti
Perchè mi dimetto da coordinatore provinciale dell’Idv
Quando quasi un anno fa mi avvicinai all’Idv lo feci mosso da una grande rabbia costruttiva.
Mi accostai al partito con mille dubbi, onestamente. Senza pensare, all’inizio, alla sola ipotesi di una tessera. Perché una tessera è per me non solo la dimostrazione formale di credere in una parte politica, ma è la testimonianza di come un cittadino si faccia soldato di un ideale. Non più “cane sciolto”, ma parte di un insieme.
Un insieme, appunto.
L’Idv è il partito della trasparenza, della legalità, della dura ma corretta opposizione alle ambiguità e ai personalismi. Così trovare al suo interno gli stessi
germi di ambiguità mi ha portato forzatamente a guardare con altri occhi alla pura teoria.
L’Idv è il partito che vuole creare una alternativa. A cosa? Alla scorrettezza altrui? Alla disonestà, anche solo intellettuale? Alla malafede della politica italiana? Purtroppo a me non pare. A me pare, piuttosto, che sia ostaggio di colonnelli onnivori. Persone non proprio coerenti con ciò che viene indicato dal generale.
Nel mio piccolo posso solo pensare (e sperare?) che il generale non sappia. Per il bene di molti spero il motivo sia questo. Anche se la "svolta" decisa in Campania lascia molto spazio al dubbio. Troppo.
Ma poco importa.
Importa, invece, che il mio vertice regionale imponga persone sgradevoli e scorrette.
Importa, ancora di più, che lo stesso vertice giustifichi e temporeggi rispetto a chi (con il cappello del mio stesso partito) si permette di contravvenire al programma nazionale mettendo in imbarazzo una fetta considerevole di territorio a pochi passi dalla mia stessa provincia. E non su temi da poco. Si parla di ambiente, di tutela della salute pubblica. Con l’aggravante della supponenza e della malafede.
Il timore – più che consistente – è che il partito per il quale ho fatto la prima tessera della mia vita sia fragile nei principi. Se così fosse, sarebbe, a mio modesto avviso, un errore letale. L’IDV si dice grande sostenitore dei giovani. Ebbene, proprio per loro l’esempio vale più di mille parole. Le parole lasciano il tempo che trovano.
Speravo di aver trovato un partito dove fossero più importanti le virtù che non le tessere o i pacchetti di voti. Pensavo di aver trovato un partito fedele ad un ideale di correttezza formale e sostanziale. Pensavo di aver fatto la mia prima (e credo ultima) tessera per un partito che non scendesse a patti con la doppiezza.
Il mio limite, uno dei tanti, è quello di non riuscire ad ingoiare rospi: sono più che certo che se si inghiotte il primo allora il secondo si sentirà meno ed il terzo sarà diventato magicamente acqua liscia. E così un giorno ci si trova a benedire la candidatura di Vincenzo De Luca senza poi tanti problemi (ed in questo – non solo in questo – è totale la mia sintonia con Luigi De Magistris).
Allora mi chiedo dove pensi di andare un partito che depone in modo incondizionato le armi della risolutezza, della logicità, del rispetto per i propri elettori. Un partito che con l’apertura a personaggi esterni alla struttura come Sonia Alfano, lo stesso De Magistris, ma anche Giulio Cavalli e Benny Calasanzio, seduce chi spera in un’anima finalmente trasparente nel paesaggio politico. Quanto lontano può sperare di andare l’Idv se non risolve nodi più o meno grandi, capaci di far sprofondare la sua credibilità politica?
Il presidente Di Pietro, nel suo intervento congressuale, ha convinto molti. Su tanti punti anche me. Ma quando dice che da soli "non si fanno figli" può sì strappare l’applauso alla platea, ma apre margini letali al relativismo. Per proseguire la sua metafora, mi viene da pensare che talvolta invece che avere rapporti cosiddetti “a rischio” sia meglio usare tutte le precauzioni del caso, fino al sacrificio dell’astinenza. E lo dice un laico convinto; un qualunque coordinatore di provincia incapace di vedere chiaro sino in fondo.
Non si può coltivare faticosamente un campo fiorito per poi aprirlo a chiunque voglia passarci sopra.
Ecco che di fronte ad un partito che da una parte apre alle “ampie intese” con il Pd svendendo i capisaldi del proprio Dna, e dall’altro mortifica realtà locali con strategie non proprio perfettamente limpide non posso che fare un passo indietro. Consegno, se questa è la prassi, il mio incarico nelle mani di chi di dovere.
Auguro a chi proseguirà il cammino che da oggi lascio ogni fortuna e all’Idv di saper crescere nel rispetto di regole che lui stesso un giorno si è dato.
Giuseppe Anelli, ex Coordinatore IDV Viterbo
Tra speranze e disillusioni
Caro Arcais,
mi risulta che ospiti su MicroMega anche opinioni dei lettori che non corrispondono del tutto alle sue, mi permetta di esprimere la mia su un tema che da MicroMega stessa e in generale dalla rete si capisce stia molto a cuore a moltissimi e, mi pare, anche a lei, ovvero l’Italia dei Valori, i suoi problemi e il suo futuro.
Per chiarezza e trasparenza, esplicito che sono iscritto dell’IDV e sono candidato alle Elezioni Regionali.
Nel suo pezzo esordisce parlando di speranza e di illusione, di come la speranza sia positiva e l’illusione no.
Sono d’accordo nella sostanza anche se userei espressioni diverse. Direi che la speranza sostiene e illumina la lotta, mentre l’illusione facilmente incontra disillusioni scoraggianti.
In questo rapporto fra speranza ed illusione c’è il nucleo di quanto voglio dire.
Speranze che poi le si rivelano illusorie? Per esempio la speranza di accompagnarsi all’IDV, con Camilleri, con un simbolo distinto, la speranza dell’affermazione di Marino nel PD, la speranza, che ora dice delusa, verso l’IDV, la speranza che ora mi sembra le stia montando di un ulteriore nuovo movimento…
L’incontrare delle disattese degli ideali, che le speranze implicano (speranze di che cosa, infatti, se non di mete ideali?), non le genera delusione eccessiva?
Io sono d’accordo con lei sulla critica al sostegno a De Luca in Campania e anche sul modo della sua acclamazione, penso che sia un venir meno a dei principi, che invece dovrebbero essere mantenuti a tutti i costi, penso anche che sia un’errore che potrebbe rivelarsi costoso e rendere più difficile sostenere gli ideali dell’Italia dei Valori e il futuro stesso dell’IDV, temo che potrebbe anche essere un preludio ad altre rese inaccettabili, sia pur motivate dalla “ragion politica”.
Nondimeno penso che il congresso IDV abbia introdotto una linea di evoluzione del partito verso una strutturazione meno personalistica, di minor dipendenza dal leader Di Pietro, di apertura all’esterno, ai giovani (alcuni davvero bravi), alla democrazia interna.
Mutatis mutandis, lei sa benissimo che la rivoluzione francese non si è arrestata nei suoi ideali di Libertè,
Egualitè, Fraternitè, che ancor oggi le dobbiamo in tutta Europa, nonostante molti pessimi comportamenti di diversi suoi leader, alcuni dei quali decapitati. Sa anche benissimo che la Resistenza, nella quale ci sono stati errori e anche iniquità, tuttavia è stata un grande e vincente movimento politico, più ancora che una guerra per la Liberazione, dal quale è nata la nostra valida e bellissima Costituzione. E dunque perché disilludersi arrendendosi? Perché dire non è tutto quel che avremmo voluto, dunque è nulla, molliamo. Di Pietro non è infallibile sbaglia. Ha sbagliato, noi pensiamo e non vogliamo minimizzarlo.
Ma se sbaglia sbaglia, diciamolo, diciamoglielo. Lei dalla sua rivista, noi, nell’IDV, come De Magistris, ma non solo (siamo tanti, mi creda), dall’interno. Fin qui l’Italia dei Valori (si toglierà anche il nome di Di Pietro, come è scritto nella mozione approvata al Congresso) ha saputo rappresentare degli Ideali e dei Principi, dei Valori, che anche lei, mi sembra di capire, condivide, come moltissimi altri cittadini italiani. L’IDV è un’istituzione ormai fondata sui Valori, che vi si sono manifestati e che appartiene a chi in quei Valori crede. Ci sono errori, cadute? Cerchiamo di rialzarla dal di dentro e dal di fuori.
Non ne abbiamo il diritto? Certo che l’abbiamo. Cerchiamo di fare in mo
do che migliori, che raddrizzi la rotta, che non perda la bussola, che si mantenga la distinzione fra compromessi possibili (come in ogni alleanza, essendo l’alleanza indispensabile) e principi irrinunciabili. Perché arrendersi al primo colpo di vento contrario? L’Italia dei Valori è una bella barca, ha un buono scafo, buone vele, buone possibilità potenziali. Il timoniere, pur bravo, fra flutti insidiosi ha perso la trebisonda? Aiutiamolo a riprendersi, non permettiamogli di condurre ulteriormente la barca verso scogli su cui non può che affondare, mettiamocela tutta prima di mollare, non trova? Perché no? Perché precipitarsi subito a cercare improbabili vascelli sostituti? Mi piacerebbe la sua partecipazione intelligente, ben più che il suo tendenziale disfattismo.
Pregandola di perdonarmi un tono forse eccessivamente psicologico, la ringrazio dell’attenzione.
Gian Marco Pauletta d’Anna
Dividersi indebolisce l’opposizione al regime
Gli estimatori di Flores, di Travaglio, i lettori di MicroMega e del "Fatto", sono accomunati dalla angosciosa consapevolezza della pericolosità estrema e quasi incoercibile del Governo Berlusconi.
Ogni forma di opposizione e di protesta democratica, è quindi assolutamente necessaria.Condivido tutto o quasi tutto ciò che rilevano, sia Flores che Travaglio, ma temo di comprendere anche le disperate ragioni sia di Di Pietro, che di De Magistris.
L’ Idv però, ci doveva pensare prima, a trovare valide candidature, specialmente in Campania, dopo Bassolino e lo scandalo "spazzatura"!
Tuttavia, ricordo agli amici, che il "fascismo", potè radicarsi nel nostro Paese, perchè il massimalista Serrati non poteva allearsi, nè con Turati, nè con Don Sturzo. Dividere le opposizioni esistenti, come fa, per esempio, Beppe Grillo, in questo minacciato Paese, potrebbe sembrare la stolta ripetizione degli errori del passato.
Il pericolo incombente imporrebbe semmai, la creazione di una sorta di C.L.N., con esclusione solo, dei "Berluscones" e di tutti gli esponenti imperterriti e cinici della "Casta Autoreferenziale", tipo Cuffaro e P. F. Casini, per non ritrovarsi domani, come il povero Romano Prodi, che aveva nel Governo un Dini ed un Mastella che apertamente, tra l’altro, avrebbero avversato una seria e basilare "Legge sul conflitto di interessi".
Giuseppe Mariani
Un congresso farsa
Gent.ma redazione,
il 5-6-7 febbraio 2010 è stata scritta una pessima pagina della storia italiana: il Congresso farsa dell’Italia dei Valori o meglio definita ITALIA DEI PADRONI!
Sono emerse "idee" illuminanti e procedure "veramente" democratiche: il familismo si giustifica per la tutela dei diritti costituzionali dei parenti, l’espulsione dal partito di chi dissente si giustifica per la necessità di allontanare chi rema contro (non disturbiamo il manovratore!), la critica non è gradita perchè fa cattiva pubblicità, non si votano le mozioni sgradevoli, ad alcune si concedono tre minuti per l’esposizione e si votano alle ore 23 quando non c’è più nessuno, si vota per alzata di mano e per acclamazione per paura di coloro che potrebbero esprimere un voto di astensione, le regole statutarie non possono essere oggetto di mozione e tutte le mozioni relative sono state cassate, sparite nel nulla. Il diritto alla astensione, riconosciuto in tutte le assemblee, è stato cancellato. La scheda per la votazione, consegnata con la pomposa cartellina del Congresso, è rimasta intonsa, espressione di un diritto di partecipazione brutalmente negato. Il sonno della ragione genera mostri! MicroMega, Il Fatto, Pardi, De Magistris devono prendere posizione rispetto ad una vergogna simile!!!
Grazie per l’ascolto.
Paola Manzan
La fine di una illusione
La gravissima scelta del Congresso dell’Idv di appoggiare il discusso ed equivoco sindaco di Salerno nella corsa per la Presidenza della Campania compiuta addirittura per acclamazione da un Congresso voglioso di governo e di stare in maggioranza spegne le speranze di un’alternativa morale e politica al bipolarismo tra simili o addirittura eguali. Nonostante l’avvertimento di De Magistris che votare De Luca significa consegnare la Campania alla camorra ed ai casalesi, le pulsioni profonde del Congresso, alimentate dai segnali lanciati da Di Pietro e da Bersani, hanno travolto tutto e tutti. Avevo visto situazioni simili nei congressi socialisti che di fronte alla prospettiva di acquisire comunque un poco di potere non si curavano nè del come, nè del quando, nè delle cose che bisognava almeno salvare in una azione di governo. La frase di Di Pietro " di opposizione si può morire" preceduta da quella sulla piazza che "non basta" conclude malinconicamente una fase della politica italiana in cui il pungolo dell’IDV era riuscito spesso a trascinare il PD lontano dall’abbraccio mortale con il centro destra e dal pensiero unico. Il merito di tutto questo è anche di Casini e della idea di inaffidabilità che ha generato nel PD che lo voleva alleato. I due forni di Casini che poi è il forno solo della convenienza di potere hanno spinto Bersani a trovare una intesa con Di Pietro, a conquistarlo ideologicamente alla sua teoria e prassi della politica che prevede la ricerca dell’accordo con la maggioranza. Bersani ha commissariato il Congresso IDV. Lo ha seguito dalla prima all’ultima battuta ed è riuscito nel suo disegno. Un Di Pietro "moderato" che appoggia De Luca in Campania e smentisce il malcapitato Genchi per le cose che aveva avuto l’ingenuità di dire sul conto del false flag di Tartaglia, un Di Pietro che potrebbe confluire nel PD diventa una acquisizione importante per la stabilizzazione a destra del PD che, a questo punto, potrebbe anche lasciare al loro destino gli espulsi dal Parlamento comunisti e verdi.
Mi auguro a questo punto che tutte le persone che in qualche modo hanno appoggiato Di Pietro a crescere ed a resistere in questi mesi decidano di compiere una scelta diversa e di collocarsi davvero a sinistra. Micromega, il Fatto, i tanti gruppi che fanno capo a Grillo, il popolo viola e quanti altri hanno ammirato e sostenuto il coraggio con cui Di Pietro si è battuto contro Berlusconi infischiandosene financo delle buone maniere ed ha strattonato lo stesso Presidente della Repubblica richiamandolo alle sue responsabilità di custode della Costituzione debbono prendere atto che il moderatismo italiano ha dominato alla grande il Congresso e che il politicismo di gran parte di coloro che sono arrivati all’IDV soltanto per conquistarvi spazi disponibili chiusi altrove l’ha avuto vinta senza bisogno di combattere tanto.
Pietro Ancona
(11 febbraio 2010)
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