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Carlo Cornaglia
Questa è la triste storia di Brancher,
già erogator prescritto di tangenti
in nome di un antico Cavalier,
di Aldo, che piemme irriverenti
hanno imputato di ricettazione
e appropriazione indebita per cui
il processo ora giunge a conclusione
prospettandogli tempi alquanto bui.
Memore, il boss lo aiuta e in un momento
lo fa ministro senza portafoglio
donandogli il legale impedimento.
Tardi Napolitan scopre l’imbroglio,
ma al suo risveglio dalla pennichella
dà alla grande vergogna l’altolà:
“Non è un ministro vero quel brighella
e di deleghe proprio non ne ha!”
S’incazzano i padani della Lega,
s’incazzano Casini e l’Idv,
s’incazza dei finiani la congrega,
s’incazzan pure quelli del Pd.
La mozion di sfiducia a un tratto incombe
e dopo soli diciassette giorni
il boss, per evitare un’ecatombe,
gli impone il più straziante degli scorni:
Brancher dà le sofferte dimissioni
e rinuncia all’oscuro ministero
senza quattrini, deleghe e galloni.
E’ capitato, ma non sembra vero…
Qual la morale della triste storia?
Ormai i regali del Ghepensimì
non garantiscon più l’eterna gloria:
scadono dopo diciassette dì!
(7 luglio 2010)
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