Costituzione, don Fiocchi: “Diciamo no alle riforme a colpi di maggioranza e ricatti”

don Walter Fiocchi



Ho dato la mia adesione alla manifestazione del 12 ottobre in difesa della Costituzione, anche se non potrò fisicamente partecipare per ragioni di salute.

Ho già espresso in passato il mio parere sull’opportunità di una riforma delle istituzioni; ho già detto più volte della necessità di non modificare per nulla tutta la prima parte della Costituzione, della necessità cioè di difendere tutta la parte che attiene ai diritti fondamentali del cittadino; ho più volte dato valutazioni assolutamente positive sull’ispirazione, sullo spirito e anche sulla lettera di quella che resta una delle migliori Costituzioni del mondo, frutto di un compromesso tra culture opposte sì, ma di un compromesso giocato al massimo livello possibile; ho tante volte rilevato come mi spaventi, o perlomeno mi inquieti, la possibilità che un Parlamento di un così basso profilo culturale, metta mano ad una riforma su cui si gioca il futuro della nostra Nazione e la qualità dei rapporti sociali.

Voglio sottolineare ancora che una buona Costituzione, come quella che abbiamo, non può che nascere dalla disponibilità al dialogo e al confronto rispettoso delle idee e dei programmi politici, come avvenne nella breve stagione della Costituente. Oggi non esistono le condizioni indispensabili per dar vita a un’Assemblea Costituente o ad altra istituzione in grado di svolgere un’opera di saggezza e lungimiranza come quella che ha dato vita a quella Costituzione che qualcuno ritiene un’inutile eredità del passato.

L’esperienza degli anni passati insegna che nelle attuali aule parlamentari i (pochissimi) compromessi realizzati (con un accordo, cioè, al di sopra delle parti o trasversale) sono comunque accordi di bassissimo profilo: penso ad esempio all’oscenità dell’attuale legge elettorale. Ancor più ritengo distruttivo del clima sociale realizzare riforme che tocchino la Costituzione a colpi di maggioranza parlamentare. Qualcuno si sforza di ripetere in continuazione che gli italiani vogliono queste riforme: chiaro esempio di una opinione pubblica costruita o manipolata, non sto a specificare con quali mezzi.

Del resto l’iniziativa è presa dal cosiddetto "Governo delle larghe intese": quali intese? Alla base di questo governo mi pare ci sia un discorso del Presidente del Consiglio al momento della richiesta della fiducia, una "sostanziale imposizione" del Presidente della Repubblica, un’accettazione obtorto collo del partito che ha la maggioranza alla Camera, il continuo ricatto a fini propri (come sempre) del "corruttore di Arcore". Dove sono le larghe intese? Drammatico sarebbe in queste condizioni metter mano a ciò che per ogni Cittadino dovrebbe essere considerato "sacro": la Costituzione della Repubblica!

(24 settembre 2013)



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.