Da che pulpito…

Carlo Cornaglia

Disse un uomo di potere:
“Tutti assolvano il dovere
di pagar le loro tasse.
Poiché son vuote le casse,

fa una pessima impressione
l’entità dell’evasione
nell’attual dura emergenza.
Intervenga la coscienza

e ciascuno paghi il giusto
per por fine al gran disgusto
e risolvere il problema!”
Chi ha affrontato questo tema

nella triste congiuntura
che alla gente fa paura?
Del Consiglio il presidente
il qual poi non paga niente

grazie e fior di fiscalisti
e avvocati equilibristi?
Il ministro alla Finanza
che poi paga per la stanza

il mensile affitto in nero
all’amico avventuriero?
La regina del tondino
che col fare birichino

dei fratelli e del papà
i quattrin porta qua e là,
nei fiscali paradisi
di industriali sempre in crisi?

Il boss dell’opposizione
che la lotta all’evasione
può far, stando deve sta,
solo con dei bla, bla, bla?

No, non fu nessun di questi,
ma un tal dalle rosse vesti,
un prelato rivierasco,
nientemen che quel Bagnasco

che fa il capo della Cei,
tutto immerso negli sghei.
Questo ricco monsignore
non è certo un evasore,

ma uno che, grazie a Benito,
ad un Craxi convertito
e a statisti genuflessi
che ci prendono per fessi,

da Casini a Rosy Bindi,
allo Ior si tiene i dindi
nel rispetto di una legge
che da sempre munge il gregge

ma ne salva i suoi pastori
con il cul fra gli agi e gli ori.
Tutti fanno sacrifici,
loro non pagano l’Ici,

d’Ires pagan la metà
mentre un bel miliardo dà
il famoso otto per mille
del qual vanno poche stille

a chi vive tempi orrendi,
mentre il più va ai reverendi.
“Cardinale, per favor,
corra subito allo Ior

e prelevi il necessario
per poter pagar l’erario
come, ahimé!, facciamo noi.
Prima paghi, parli poi!”

(23 agosto 2011)

Condividi Bookmark and Share



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.