Da oggi in edicola il nuovo numero di MicroMega

MicroMega

Il 3 aprile torna in edicola, libreria e su iPad MicroMega con un numero dedicato in larga parte all’attuale fase politica e alle prospettive per il centro-sinistra.

Un miscellaneo che si apre con un saggio del magistrato Antonio Ingroia sullo strumento penale del concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo la sentenza della Cassazione sul caso Dell’Utri lo si vorrebbe pericolosamente mettere in discussione, con gravissime conseguenze per gli stessi principi di eguaglianza e democrazia.

A seguire il direttore Paolo Flores d’Arcais critica l’attuale governo tecnico soffermandosi sulla mancata discontinuità con Berlusconi. Ed invita – per le prossime elezioni – il centro-sinistra a "regalare" Mario Monti alle destre e ad accogliere liste civiche, unica speranza di vittoria.

L’analisi di Flores d’Arcais non è la sola. Alcune personalità culturali e politiche (tra cui Barbara Spinelli, Stefano Rodotà, Ezio Mauro e i sindaci – o candidati sindaco – che hanno sparigliato le carte a sinistra: Luigi de Magistris, Giuliano Pisapia, Massimo Zedda e Marco Doria) rispondono ad un questionario per tracciare un primo un bilancio del governo tecnico e indicare le prospettive future del centro-sinistra in vista del 2013.

Ma qual è il rapporto tra Monti e i poteri forti? Marco Travaglio e Ferruccio Sansa delineano esempi concreti di continuità tra Monti e Berlusconi. Mentre Gianni Dragoni scrive una biografia non autorizzata di Passera, l’uomo delle banche e dei conflitti di interessi con un identikit d’aspirante premier. Il ruolo della Chiesa non è poi certo marginale, Valerio Gigante fa nomi e cognomi degli uomini di Cei e Vaticano nominati in posti chiave da Monti.

Fabrizio d’Esposito invece analizza il ruolo di Giorgio Napolitano in questa fase di transizione: il presidente della Repubblica è artefice dell’arrivo di Monti e protagonista di una continua moral suasion tanto d’aver di fatto commissariato il Pd. Oltre al Quirinale, altri poteri forti "nostrani" influenzano le scelte di SuperMario – come spiega nel suo saggio Giorgio Meletti: dalle banche all’alta burocrazia passando per le lobby.

Tutto questo con un’informazione totalmente appiattita e servile, come riferiscono Malcom Pagani e Carlo Tecce con numerosi esempi. Mario Pianta bacchetta le politiche economiche dei tecnici, criticando le politiche di austerity e ricordando quell’equità sociale evocata da Monti ma poi non perseguita nei fatti. A chiudere la sezione, Alessandro Robecchi che evidenzia il raggiro del governo sulla tanto dibattuta riforma del lavoro.

C’è spazio poi per un interessante dibattito filosofico sul web tra Adriano Ardovino e Maurizio Ferraris: che razza di oggetto è la Rete?

Con il secondo iceberg del numero si torna a discutere di economia, di "ricchi e poveri". Giovanni Perazzoli si sofferma sui modelli di welfare europei, sottolineando l’anomalia italiana in tema di diritti e ammortizzatori sociali. Mariana Mazzucato e William Lazonick evidenziano come in tempo di crisi globale gli stipendi dei top manager siano invece aumentati: solo un caso? Maurizio Franzini si chiede – partendo dalla pubblicazione dei redditi dei tecnici al governo – sui motivi per cui non siano discutibili le ricchezze acquisite nel settore privato. Mentre Pierfranco Pellizzetti descrive il prepotente revival del thatcherismo in questa era di crisi finanziaria.

A chiudere il numero, una spumeggiante intervista al filosofo Slavoj Zizek che a ruota libera passa da Hegel alla psicanalisi, dal comunismo al Sessantotto fino a Occupy Wall Street.

(3 aprile 2012)



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