Dai tetti dell’Ispra a Pecorara, la lotta paga

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Per una volta vogliamo dar conto di due buone notizie che rafforzano chi ancora crede nella possibilità di conquistare risultati usando determinazione, creatività, combattività e capacità di comunicazione.

La prima ci arriva dai tetti dell’Ispra da dove per oltre due mesi i ricercatori precari hanno richiamato l’attenzione generale sullo sconcio del mancato rinnovo dei contratti a donne e uomini che rappresentano la parte migliore della ricervca applicata alle tematiche ambientali.

Per settimane hanno respinto l’invito a scendere dal tetto, anzi hanno costretto tutti noi e i media nazionali a salire da loro e ne hanno aprofittato per far conoscere lo stato miserevole del settore e per far riaccendere i riflettori sulla questione sociale e su tante altre situazioni simili alla loro.

Alla fine hanno sottoscritto una intesa che ora dovrà essere sottoposta al voto finale, ma che comunque è già stata salutata come una prima vittoria.

Una notizia simile è arrivata in queste ore da Pecorara, il piccolo comune del piacentino, dove una giunta di destra aveva deciso di cambiare nome alla piazza 25 aprile. Lo sconcio era stato denunciato dalle associazioni partigiane, era stato ripreso da alcuni giornali, da questo blog e dal sito di articolo 21 che aveva raccolto, in poche ore, oltre tremila firme.

Questa spontanea protesta si era anche trasformata in una lettera aperta rivolta al sindaco da tutte le associazioni dei partigiani, dei reduci e delgi internati nei campi di concentramento e da tante associani e comitati che ancora riescono a indignarsi e a ribellarsi.

Alla fine hanno vinto loro e il sindaco ha deciso di rimettere la delibera nel cassetto.

Se i precari dell’ispra e le associazioni dei partigiani avessero deciso di far finta di nulla e di piegarsi allo spirito dei tempi, magari per non apparire troppo radicali, anche questi due misfatti si sarebbero compiuti circondati dalla indifferenza e dal cinismo dominante. Invece si sono opposti e hanno conquistato in modo limpido e trasparente un risultato per nulla scontato.

Li vogliamo ringraziare perchè hanno fatto la cosa giusta e e con loro vogliamo ringraziare tutte quelle associazioni e tutti quei cittadini che, anche attraverso questo blog, hanno voluto partecipare alle loro lotte.

Opporsi può produrre risultati benefici, basta crederci e volerlo fare davvero spendendo con generosità tutta la propria passione civile.

Giuseppe Giulietti

(22 gennaio 2010)

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