Dall’11 al 20 marzo, un’agenda di resistenza al regime
Silvio Berlusconi ha deciso di convocare il suo popolo a Roma per il prossimo 20 marzo. Per una volta siamo davvero tentati di rispondere all’appello, come mancare, infatti, alla prima grande manifestazione mondiale convocata da un partito per protestare contro… se medesimo. Si tratta di una prima mondiale al quale sarebbe opportuno non mancare.
Contro chi grideranno? Contro il povero Milioni che non sapeva più a chi dare i resti, tra un panino e l’altro e una continua girandola di nomi da sbianchettare o da aggiungere in corsa? Oppure urleranno contro i giudici del Tar, tribunale amministrativo rosso? O ancora grideranno contro lo Stato di diritto e la Costituzione? In quest’ultimo caso, il più probabile, sarà necessario riporre ogni ironia e predisporsi ad una lotta politica trasparente, appassionata, senza tregua sino a quando l’incubo non sarà definitivamente allontanato dai sogni e dalla vita degli italiani.
Per questa ragione, come Articolo21, ci permettiamo di suggerire una agenda alternativa rispetto a quella dettata da Berlusconi.
Giovedì mattina davanti ai cancelli della Rai, a Roma, in viale Mazzini, si terrà la prima puntata della campagna "Fai impazzire il tuo censore". Alle ore 12 davanti al cavallo di bronzo si ritroveranno tutte le associazioni, i sindacati, le forze politiche che hanno già depositato i loro esposti ai tribunali, al Tar, alle autorità di garanzia per chiedere la revoca delle norme bavaglio che hanno imposto la chiusura di tutte le trasmissioni di approfondimento, tra queste Annozero e Ballarò, adesso vorrebbero chiudere anche Report, la coraggiosa trasmissione condotta da Milena Gabanelli. In quella sede proporremo di fondere tutti gli esposti in un unico grande esposto popolare sotto il quale raccogliere le firme di tutti quei cittadini che non vogliono essere accecati, assordati, ammutoliti.
La raccolta di firme inizierà sulla rete e proseguirà il giorno 12 durante lo sciopero generale indetto dalla Cgil.
Il corteo di Roma, tra l’altro, terminerà proprio davanti alla sede Rai di viale Mazzini.
Il grande esposto polare sarà portato anche in piazza del Popolo dove si ritroveranno, sabato 13, tutte le opposizioni, Articolo21 ci sarà, anzi ha invitato tutti a portare solo e soltanto la bandiera tricolore e una copia della Costituzione.
Ci sarebbero mille altre iniziative da segnale, altre mille le potrete inventare e promuovere voi stessi, ma almeno una ve la vogliamo davvero segnale: il prossimo 20 marzo in piazza non ci sarà solo Berlusconi, nella stessa giornata, infatti, a Milano ci sarà la consueta giornata per la legalità e per non dimenticare i morti ammazzati dalle mafie promossa da Libera, l’associazione coordinata da Don Luigi Ciotti. Sotto quelle bandiere si ritroveranno migliaia e migliaia di cittadine e di cittadini che ogni giorno lottano per la legalità, per lo stato di diritto, per la sicurezza contro ogni illegittimo impedimento.
C’erano già milioni di buone ragioni per decidere di andare a Milano il prossimo 20 marzo, da ieri sera le ragioni sono milioni più una.
Giuseppe Giulietti
(10 marzo 2010)
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