Dignità delle donne, certo. Ma qual è il disegno politico?
Mila Spicola
Se non conseguirà un disegno politico tutta l’indignazione delle piazze di ieri non sarà valsa a nulla. Non basta metterci la faccia. Non mi riferisco a noi, ma a chi ci governa o si candida a farlo.
Ve lo dico io qual è il nostro vero disegno politico: eliminare il machismo dai luoghi decisionali. Non gli uomini, attenzione, ma il machismo.
Far sì che la metà del paese, le donne, abbiano il ruolo a loro affidato in una moderna democrazia: non di ornamento e nemmeno sempre un passo indietro, quando ci sono in quei luoghi, bensì accanto. Che possano decidere, vivaddìo. Al 50% e in modo autonomo.
Persino le belle ministre ostentate come “donne del fare” dai loro colleghi uomini non sono altro che semplici esecutrici.
Mi rivolgo alla Carfagna: se siamo stati bacchettoni nell’indignarci di fronte agli atti del tuo Premier, allora, proponi una legge per la liberalizzazione della prostituzione. Io non ho nulla in contrario. E voi? Coerenza.
Perchè Bocca di Rosa non è oggi ottimista e di sinistra e domani pessimista e di destra a comando.
Il problema non è Bocca di Rosa, ma il fatto che senza uno straccio di merito intrinseco sieda là dove non dovrebbe.
Molti uomini anche. E’ vero.
Combattere il machismo. Che poi finisce con l’essere un modo come un altro per mantenere rendite di posizione. Ataviche, maschili.
Il "gnoccapensiero". Il che bella e anche intelligente e che palle. A questo porta. Combattiamolo, ma con le leggi. Con le giuste leggi.
Ok, ok, mi fa piacere il complimento, certo che mi fa piacere, come ti fa piacere a te se ti dico "ammazza che bel pettorale che c’ hai!!", sempre che tu ce l’abbia, ma stiamo lavorando, stiamo studiando, stiamo scrivendo, stiamo facendo altro: che c’entra e a che pro? Il tuo pettorale in questo momento non mi serve se devo stilare un documento, o eseguire una perizia, o curare un malato. Insomma mi serve la tua testa e a te serve la mia.
All’Italia servono le nostre teste. Una volte per tutte. Teste di uomo e teste di donne. In EGUALE MANIERA.
Perchè se devo ragionare con quel metro mi tocca ammettere che Marchionne, Fassino, Veltroni, Bondi, Sacconi, Caselli, Minzolini, Porro e altri ancora sono bruttini forte. Ma proprio bruttini assai. Con la bava alla bocca poi, diventano oltremodo schifosetti. E oltre che bruttini non sono poi tutta st’intelligenza eccezionale. Non abbiatemene: è così, perché sennò non staremmo al punto in cui stiamo.
Avanti le teste allora, che ci guadagnate pure voi. 50 e 50.
Volerlo non è femminismo: è giusta rivendicazione sociale, economica, civile. Metà del paese è un numero troppo grande per poterci permettere, noi donne, di rimanere a fare il geranio ornamentale. E’ un numero troppo grande in questi tempi di carestia.
Abbiamo bisogno di braccia, di menti, di lavoro e di risorse innovative: sono le donne. Abbiamo delle Ferrari e le teniamo nei garage. Beh no. Via il machismo che ci ha ammorbato in questi anni, via il familismo, che hanno comportato una selezione darwiniana al contrario: via via verso il peggio. Avanti i cervelli di ogni sesso.
Questo è il disegno politico di questo 13 febbraio. Alle donne il loro posto nei luoghi della decisione: politica, economica, civile. Perchè possano decidere loro di loro. Perchè possano rivendicare un asilo, che non è un asilo, ma è la libertà di contribuire col proprio tempo e il proprio lavoro alla crescita del paese. Perchè possano rivendicare uguale trattamento economico. Perchè possano rivendicare meritocrazia e progresso.
Le donne sono più brave degli uomini a scuola, non è femminismo, è un dato. Le donne sono PIL quando lavorano. E le donne che lavorano, lavorano eccome. Le donne che decidono, decidono eccome. Decidono meglio: ecco, questo sì, oltre che un dato , ha una punta d’orgoglio di donna.
In tutto questo Berlusconi col suo governo c’entrano, ma mica tanto, sono solo il segno della malattia del paese, non la causa.
La causa è antica e va sradicata: machismo e familismo amorale. Spiace dirlo, ma va detto: spesso con la complicità delle donne.
Togli Berlusconi? Togli la chioma, ma sono le radici quelle che infestano e quelle le togli cambiando noi stessi e i nostri figli. E legiferando.
Diamo alla bellezza delle donne la sua libertà: la bellezza quando è vera è padrona, mai schiava o strumentalizzata, ricordatevelo. Roba difficilissima da maneggiare, la Bellezza. Come le teste: diamo alla nostra testa la sua libertà.
Un passo accanto agli uomini, mai indietro.
Per questo ci vogliono leggi, sia chiaro.
Per questo ci vogliono volontà politiche: dignità non è solo una parola e nemmeno un fiore in un giorno di febbraio, è provvedimento, è decreto, è finanziamento, è scelta. E dunque chi si è preso quest’onere lo porti avanti. Perché la rivoluzione in Italia la fai con gli asili e sono 150 anni che li aspettiamo.
La fai con l’istruzione di qualità e continuate a far finta di non capirlo. Dicendo con coraggio che il problema della scuola non sono nemmeno i 100.000 insegnanti in più o in meno, ma come, dove, cosa e a chi devono insegnare quegli insegnanti nel secolo zero del terzo millennio. E non lo abbiamo detto nemmeno a sinistra. Perché, ammettetelo, non lo sapete.
Questa è la dignità delle donne.
Capito Bersani? L’hai voluta la bicicletta? Mò ti tocca pedalà, perchè le leggi a favore delle donne il centro sinistra italiano le conta su una mano sola e quella sullo stalking non ha la nostra firma.
Lo sai vero? Che sotto Prodi ci siamo messe sottosopra per farla approvare ma niente. Lo sai vero?
Che le liste bloccate del 2008 e i listini alle regionali o alle primarie gridavano vendetta persino nella nostra parte? Piene di "donne di" , donne di mariti, di amanti, di padri, di tutti fuorchè di loro stesse, se non a frutto di urla, strepiti, o silenzi opportuni. E quando urli di libertà e sei donna ti escludono. Lo sai vero? Non c’è bisogno che te lo vengo a dire che se non cambia tutto ciò a poco sarà valso questo giorno e a poco il vostro tuonare contro le Olgettine.
E dunque fuor dall’ipocrisia, dall’antiberlusconismo acceso col bottone, mostrate il vero volto della dignità delle donne e di-mostrate di tenerci davvero.
Via il machismo dall’Italia. E’ difficile, lo so, si tratta di lasciar posizioni di Potere. Difficilissimo, ma tant’è: questo è il nostro disegno politico. Delle donne. Questo è l’urlo sottinteso che trapassava ieri di volto in volto.
E se non trova sponda politica nelle forze partitiche esistenti, perché troppo malate al loro interno, che si riversi nelle liste civiche, se necessario. Non “per le donne”, ma contro le discriminazioni e per il merito. Perché i numeri di ieri, la folla delle piazze di ieri, lo pretendono.
Dunque cambiamo il passo. Tu, uomo, fermati e aspetta le donne che stanno dietro di te per averle accanto.
(14 febbraio 2010)
| Condividi |
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.
