È la giornata contro l’omofobia: cronaca delle 24 ore nel Pd
Matteo Pucciarelli
Obama ha aperto ai matrimoni gay. Hollande pure. E in Italia il Pd, che pure ama definirsi affine a quelle esperienze di governo, cosa ha da dire in proposito? In attesa di una qualche dichiarazione programmatica non ambigua da Largo del Nazareno, ecco un’ipotesi (ironica) di discussione.
Il giovane addetto stampa del big piddino arriva in ufficio, sistema la bandierina di Obama dietro la scrivania che ogni volta casca sempre e accende il pc. Giratina di rito su Facebook e Twitter. Tutto come al solito, pare. E invece no. La faccia si fa improvvisamente paonazza: «Cazzo, è la giornata contro l’omofobia». Cazzo! – due volte. «Ora – pensa fitto – dobbiamo per forza emettere un comunicato intelligente, che però non dica che siamo a favore dei matrimoni gay, però nemmeno che siamo contrari».
«Però aspetta – Cazzo!, e tre – non dobbiamo parlare nemmeno delle coppie di fatto, poi Letta chi se lo sente. Ma siamo favorevoli o contrari almeno a quelle?». Boh. La bandierina con Obama sorridente dovrebbe suggerire qualcosa, ma niente.
Rapido giro di telefonate. Urge una riunione veloce veloce per calibrare la strategia giusta e sfangare anche quest’altra giornata. Tutti gli addetti stampa di tutti i big piddini devono decidere dove vedersi. Quindi si opta per affittare lo stadio Olimpico, dovrebbe farcela a contenere tutti. L’area palco viene montata di volata da tre magrebini senza permesso di soggiorno, fa caldo e per proteggersi c’hanno il cappellino della Cisl.
Chi coordina la riunione? Onde evitare liti, si fa il sorteggio.
Primo sorteggio: addetto stampa di un ex Dc o un ex Pci? Vince l’ex Pci.
Secondo sorteggio: addetto stampa di un veltroniano o di un dalemiano? Vince il dalemiano.
Terzo sorteggio: addetto stampa di dalemiano bersaniano o addetto stampa di un dalemiano e basta? Vince il dalemiano e basta: è l’addetto stampa di D’Alema. Prende la parola. «Compag… scusate, amici! Ricordatevi che l’Udc oggi si aspetta qualcosa da noi. Quindi Dio ci guarda. Oggi c’è sta cazzo di giornata de’ froci, che si fa?».
La curva nord è occupata dalle truppe teodem alleate con i mariniani, la tribuna Monte Mario espone lo striscione "Brigate Walter" e infatti sta in mezzo, la sud è divisa in due: i riformisti alla meno peggio a destra, i laici protetti dal Wwf dall’altra. I primi tentano l’assalto a colpi di mozioni firmate da Arturo Parisi (tomi di 6 chili l’uno) ai secondi, ma vengono divisi dal servizio d’ordine dei portuali di Livorno che ancora non hanno capito che il Pci è stato – purtroppo – soppresso da un pezzo. In mezzo al campo una pattuglia di addetti stampa radicali promette il proprio sostegno a chi prometterà il proprio sostegno (economico) a Radio Radicale.
Che si fa e che non si fa, un laico delle riserva protetta prova a dire qualcosa su Hollande ma un ex rutelliano comincia a parlare di Bayrou, un altro ex ds tenta un’analisi partendo da Gramsci ma uno dei Lusi’s gli infila cento euro in tasca «basta che ti cheti». Niente da fare. Un franceschiniano propone di trovare la sintesi ricordando la sintesi della Bindi che provò una sintesi della Pollastrini che sintetizzava qualcosa che nemmeno lei si ricorda più.
A un certo punto, quando ormai non c’è più speranza, arriva l’ospite esterno. È Pio Diotallevi, addetto stampa di Lui. Non Dio, Pier Ferdinando. Tutti si inginocchiano, un fioroniano fa il baciamano (sentita la rima?, ndr). Ha in mano un papello con il Sigillo. Sì, quel sigillo. «Santa Sede regà, mica cazzi». Dentro c’è la Parola. O magari un comunicato della Banda della Magliana.
Lo stadio freme. La risposta è lì. È il terzo segreto di Fatima: capire la posizione del Pd in tema di diritti civili.
Il rotolo sta per aprirsi, c’è chi prega, chi agita un pugno chiuso, chi fa una colletta per Radio Radicale. Ma sul più bello – ormai è tarda sera – le luci dello stadio Olimpico si spengono.
«Ahò, ma per quante ore avevate affittato lo stadio ad Alemanno?!», urla dal palco il dalemiano. Nel silenzio si sente sgommare un’Alfa Spider che si allontana a gran velocità. La guida un penatiano. Doveva pagare 12 ore, ne ha pagate 8, il resto cresta.
(17 maggio 2012)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.