E ora additare i nemici
Paolo Flores d’Arcais
, Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2010
Da vent’anni vince le elezioni chi intercetta la rivolta latente bollata come “antipolitica”. In vent’anni dieci milioni di cittadini in meno, tra quanti si recano alle urne. E vince, ovviamente, chi sa indicare “nemici” convincenti per il proprio elettorato potenziale. L’attuale situazione italiana, perciò, per l’opposizione non potrebbe essere più favorevole: crisi economica, aumento disgustoso e plateale della diseguaglianza, della disoccupazione, del precariato, paralisi dell’azione governativa, interessi divergenti nella maggioranza, inefficienza di tutti gli apparati pubblici, sprechi vistosi e ignobili, ruberie a go go della casta e di ogni genere di amici degli amici…
Basterebbe dunque additare con nomi e cognomi, come NEMICI, i responsabili di questo sfascio che decine di milioni di italiani sperimentano come vissuto quotidiano. Berlusconi, ovviamente, come sintesi e garante, ma poi le banche e i finanzieri dai bonus miliardari e dai titoli tossici, gli “imprenditori” capaci solo di arraffare appalti ma non di costruire a minor prezzo e miglior risultato, bensì l’opposto, le centinaia di migliaia di parassiti che vivono di politica, e in modo opulento, non avendo né arte né parte, l’infinità di grandi evasori, la Chiesa dei cardinali e vescovi che vuole la tortura per i malati terminali…
E proporre, ad esempio, la trasformazione in bonus annuale eguale, per tutti coloro che guadagnano meno di trentamila euro annui, di quanto si recupererà di evasione fiscale (e superbonus per i finanzieri che la scopriranno), la tassazione progressiva galoppante sopra i cinquantamila e abbattimento corrispettivo sotto, il salario di disoccupazione come in Spagna e Germania…
Non accenno neppure a giustizia e informazione, dove nemici e programmi per un democratico vanno da sé.
(31 marzo 2010)
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