Elezioni regionali, il diario elettorale di Lidia Ravera per MicroMega.net

Lidia Ravera

Da oggi MicroMega.net propone i diari elettorali di tre candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010: Giulio Cavalli, attore, candidato indipendente dell’Italia dei Valori in Lombardia; Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, candidato della Federazione della Sinistra alla presidenza della Regione Campania; Lidia Ravera, scrittrice, capolista della "Lista civica cittadini e cittadine per Emma Bonino" nel Lazio.

La lunga marcia

Dunque le cose sono andate così: ho accettato la candidatura. Il primo gesto è stato andare nella sede della Lista civica per Emma Bonino e firmare e farmi firmare e farmi timbrare. Questa sede è, credo, l’ufficio dell’animatore di questa lista, l’ex direttore di banca, e consigliere regionale. Insomma, il tipo che mi ha contattata. Come in tutte le sedi politiche ci sono delle ragazze e dei ragazzi incollati agli schermi dei computer e altri che girano per le stanze con dei fogli in mano. Tutti un po’ trafelati, come pressati da una scadenza. Così mi reprimo la curiosità. Non faccio domande. Accetto qualche sgradito omaggio alla mia diversità (tipo darmi del lei) di buon grado. Diversa lo sono, come negarlo, e anche “signora”, per chi non mi conosce. E, da brava, mi levo dai piedi alla velocità del fulmine. Dalla Sede Politica vado direttamente alla Casa Editrice Laterza, dove discuto titolo e collana del mio prossimo libro (”Il tempo rallentato”, sottotitolo: Elogio dell’isola di Stromboli). A casa, mi metto a scrivere il testo per quello che, lo scopro adesso, viene chiamato flyer, che non è il nickname di una farfalla, ma una sorta di pieghevole pubblicitario. Devo auto presentarmi, spiegarmi, raccontarmi. Dire quello che voglio fare e perchè voglio Emma Bonino alla regione Lazio.

Mi si affollano in testa troppe parole. Le disciplino nel poco spazio.
E capisco perchè ho accettato: ho paura di come le cose stanno precipitando nel nostro Paese. Ho bisogno che persone come Emma Bonino vadano a coprire posti di responsabilità. Che le donne (quelle brave, quelle che hanno sempre lavorato bene e sono tante) prendano il sopravvento. Che gli uomini migliori, i più seri, i più intelligenti, si impegnino in prima persona. Mi immagino una lunga marcia nelle istituzioni, nei partiti, nelle camere, nei consigli d’amministrazione, nei consigli provinciali e comunali e regionali… un esercito di diverse e di diversi che, piano piano, senza spargimento di sangue, scansa chi ha sporcato, rovinato, reso odioso e inservibile lo strumento della politica. Penso che sia venuto il momento di fare qualche sacrificio. Anche per me.

(1 marzo 2010)



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