Eluana e lo sciacallaggio elettorale di Berlusconi

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Il presidente Berlusconi, con la consueta discrezione ed il consueto senso del limite, ha scritto una lettera alle suore che diedero assistenza a Eluana Englaro.

La lettera, privata anzi privatissima, come hanno precisato alcuni suoi coristi, è arrivata quasi prima alle agenzie di stampa che alle destinatarie e già questo la dice lunga sullo stile e lo spessore umano del mittente.

Non pago di aver infranto il galateo, il nostro ha anche espresso il suo dolore postumo e pre-elettorale sul "non essere riuscito a salvare la vita della povera Eluana". Qui siamo davvero alle comiche finali, se l’espressione non suonasse offensiva in un simile contesto.

Il presidente, che già un tempo si era accostato a Mosè, questa volta si è sostituito direttamente a Dio, che, almeno per i credenti e sicuramente per le religiose, rappresenta ancora l’alfa e l’omega di ogni vicenda terrena.

Non osiamo neppure immaginare quanti rosari avranno dovuto recitare le pie suore per supplicare il perdono celeste nei confronti di un mitomane che si è paragonato a Dio e che, per di più, si trova fuori dalla comunità cattolica per aver commesso e ammesso pubblici peccati mortali.

Ironia a parte questa lettera, apparentemente priva di senso e decontestualizzata, è un vero e proprio manifesto elettorale rivolto alle gerarchie vaticane nel tentativo, forse riuscito, di rinsaldare un patto e di cancellare i postumi del caso Boffo e i dossier preparati per colpire quella parte della chiesa che, sia pure timidamente, aveva osato manifestare qualche rossore per le vicende private del presidente e qualche preoccupazione per le misure razziste e xenofobe imposte dalle camice verdi e condivise dalle camice azzurre, sia pure con qualche mugugno del presidente Fini e dei suoi fedelissimi.

Il presidente che vuole farsi Dio troverà consensi e genuflessioni, qualche prelato lo benedirà, altri distribuiranno i volantini, alla fine di questo viaggio la vera vittima sarà l’etica pubblica, la temuta scristianizzazzione e il relativismo, tanto invisi a questo Papa, saranno i vincitori finali.

Al presidente Berlusconi, infine, un modesto consiglio: per raccattare i voti lasci stare Eluana, lasci in pace le suore, se proprio vuole scrivere qualcosa mandi un privatissimo biglietto di scuse ai familiari e al papà Beppino, lo incontri senza telecamere, scopra cosa significa essere davvero una persona sobria, rigorosa, rispettosa della sofferenza e dello stato di diritto.

Faccia una cortesia non cerchi più i voti in questo modo, anche perché Dio potrebbe esistere sul serio e forse non ha molto apprezzato le sue ultime prodezze, né quelle di oggi, né gli spettacolini allestiti nella martoriata Terra che i cristiani, e non solo loro, continuano a chiare Santa.

Giuseppe Giulietti



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