Emergency! E ora con i medici in galera chi riattacca il cervello a Frattini?
Sono già visibili in Afghanistan i terribili risultati del sequestro dei tre volontari italiani. Data la scarsità di personale sanitario diventa ora piuttosto difficile riattaccare il cervello al ministro Frattini, un ministro degli esteri che – con il suo background internazionale da maestro di sci – fatica a comprendere le dinamiche del deserto.
Con notevole tempismo, il ministro ha prima accettato pettegolezzi giornalistici secondo cui i tre stavano confessando (cosa smentita subito). Poi ha detto che se fossero colpevoli sarebbe una vergogna per l’Italia. Cretini che siamo: e noi che pensavamo che una vergogna per l’Itala fosse partecipare a una guerra in cui la metà delle vittime sono civili sotto i quattordici anni! Siamo proprio ingenui! Per fortuna il ministro Frattini si è un po’ ripreso, anche se risulta dalle cartelle cliniche che il suo cervello è ancora custodito nella sede Isaf-Nato di Kabul, dove lo stanno programmando per giustificare un rapimento di suoi connazionali.
Quanto all’appoggio del governo italiano ai volontari italiani arrestati (e attualmente detenuti illegalmente), si segnalano le dichiarazioni di Gasparri (che parla di contiguità con il terrorismo) e di La Russa (che parla di infiltrati). E’ del resto comprensibile che il ministro della difesa che fa la guerra in Afghanistan non apprezzi quelli che curano i civili feriti dalla sua guerra. Per ora, dunque, gli italiani in Afghanistan sono di due tipi: quelli che sparano e quelli che lavorano in sala operatoria. E in galera sono finiti questi ultimi. La missione di pace può continuare, l’importante è che questa pace così esplosiva non abbia testimoni.
Intanto, Frattini, La Russa e tutti i pacifisti del governo italiano hanno trovato le prove.
Nell’immagine le armi da taglio scovate nell’ospedale di Emergency.
Intanto, fai una cosa utile per il tuo paese:
Alessandro Robecchi – alessandrorobecchi.it
(13 aprile 2010)
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