Evasione fiscale: fatti e opinioni

Bruno Tinti

, da Il Fatto Quotidiano, 2 settmebre 2011

Leggo sul “Corriere” alcune anticipazioni sulla lotta all’evasione programmata da B&C, che dovrebbe consentire di iscrivere maggiori entrate per 700 milioni il primo anno, 1,6 miliardi per il secondo e così via. Apprezzo lo stile: i fatti separati dalle opinioni. Apprezzo un po’ meno che l’opinione non ci sia proprio. In fondo all’articolo si sarebbe dovuto scrivere: tutte cazzate. I fatti sarebbero i seguenti: 1) manette ai grandi evasori (più di tre milioni all’anno; cioè nessuno); 2) nuovo condono fiscale sotto forma di concordato: si incrocia il dichiarato con i beni posseduti (case, auto, barche, etc) e si scoprono i redditi incompatibili con il tenore di vita; 3) il nuovo condono avrebbe successo perché gli evasori avrebbero paura delle nuove sanzioni.

1) Di leggi denominate manette agli evasori ce ne sono state già due. Quella in vigore, che era stata pensata proprio per mandare davvero in prigione gli evasori (l’ho scritta io), è stata sapientemente devirilizzata dal Parlamento trasversalmente concorde (gli evasori sono tanti e votano tutti per chi gli garantisce l’impunità). Così com’è non serve a niente. Dovrebbe essere riscritta da capo (anzi basterebbe recuperare la versione originale), ma le probabilità che questo accada sono di 10.000 a 1, soprattutto a distanza di un anno e mezzo dalle elezioni. E comunque l’abrogazione delle intercettazioni, la prescrizione breve e brevissima, il processo lungo e il processo breve renderebbero impossibile arrivare a sentenze di condanna. Fumo negli occhi.

2) Incrociare i redditi dichiarati con i dati di Catasto, Pra e Registro nautico si fa da sempre; e il Fisco qualche volta (quando non si trova di fronte a società offshore del genere di quelle create da B. per non pagare le tasse, come disse lui stesso espressamente) ottiene risultati. Resta il fatto che gli accertamenti sono il 10% delle dichiarazioni presentate, con l’ovvia conseguenza che l’evasore ha il 90% di probabilità di non essere mai scoperto. Senza radicali modifiche del sistema non ci sarà ovviamente nessun incremento di concordati. Fumo negli occhi.

3) In questa situazione, iscrivere tra le entrate quello che si dovrebbe recuperare con la lotta all’evasione si chiama, giuridicamente, falso in bilancio. Proprio quello che commette abitualmente (tanto B. lo ha depenalizzato di fatto) l’imprenditore che iscrive all’attivo crediti nei confronti di debitori falliti o certamente insolventi. Fumo negli occhi.

Queste, sia chiaro, non sono opinioni: sono fatti. Esposti i quali, adempio all’onere di esprimere opinioni. Che sono:

A) il sistema tributario e penale tributario italiano è inefficace perché è costruito per garantire l’impunità agli evasori. Non può essere migliorato perché è nella sua natura essere inefficiente. Si deve costruire un sistema nuovo. Ho già scritto di un sistema fondato sulla detrazione totale di tutte le spese concernenti i bisogni primari e sulla tassazione diretta (cosiddetta supertassa) per ogni acquisto di beni voluttuari. Risultato: il popolo della partita Iva la smette di fare nero.

B) Nell’immediato, siccome servono soldi, una patrimoniale, che ha il merito di non essere commisurata al reddito dichiarato, come avviene per il cosiddetto contributo di solidarietà che premia l’evasore e castiga il contribuente onesto. Solo che siamo sempre lì: gente che ha pubblicamente lamentato che la manovra per uscire dalla crisi farà perdere le elezioni alla destra (come se il problema dell’Italia fosse questo) ovviamente tutto ciò non lo farà mai.

(2 settembre 2011)

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