Fermiamo la legge bavaglio alla Rete
Tra qualche ora il governo del conflitto di interessi celebrerà "l’illegittimo impedimento day", una sorta di festa orgiastica dedicata al conflitto di interessi, l’unica divinità onorata e adorata dal re "cattolicissimo" e dai suoi chierici.
Non ci riferiamo solo e soltanto alle leggi vergogna sulla giustizia, ma anche al regolamento sui media scritto dal viceministro Romani e che dovrebbe essere approvato in commissione sotto forma di parere.
Il parere non passerà neppure al vaglio dell’aula, perché si tratta di un regolamento che dovrebbe dare esecuzione ad una direttiva europea, così non è. Nel testo si spostano risorse da Sky verso i soliti noti, Mediaset in testa, ancora si tagliano i diritti e i compensi che i grandi gruppi televisivi dovrebbero corrispondere agli autori e ai produttori indipendenti, per finire si prevede l’obbligo di autorizzazione preventiva per tutti quei siti e quei blog che oseranno trasmettere qualche immagine.
Persino l’Autorità di garanzia delle comunicazioni è stata costretta a prendere posizione, a denunciare l’eccesso di delega, a sottolineare come solo i paesi autoritari abbiano pensato di mettere una barriera d’ingresso alla rete.
Per non correre il rischio di strumentalizzare la posizione della autorità ci permettiamo di riportare testualmente le parole pronunciate dal presidente Calabrò durante la sua audizione: "Solo i paesi a regime autoritario hanno attuato interventi limitativi sulla rete. La norma dell’articolo 17 dello schema di decreto pone quindi il nostro paese in una situazione unica nel mondo occidentale. Una cosa, aggiunge Calabrò, è chiudere alcuni servizi per ragioni di sicurezza… con interventi ex post, altro è stabilire un condizionamento preventivo frapponendo il filtro dell’autorizzazione ex ante…"
Che altro aggiungere? Per queste ragioni abbiamo chiesto al presidente Fini di acquisire il parere dell’Autorità, di trovare modi e forme per far sentire la sua voce prima che questo nuovo colpo di mano si compia.
Non casualmente la maggioranza vorrebbe consumare questo scandalo tra domani e giovedì, confezionando un pacco unico tra illegittimi impedimenti, in modo tale che la nuova legge bavaglio sia oscurata e annegata da altre polemiche, relegata nelle brevi di cronaca.
Si illudono, un secondo dopo l’approvazione promuoveremo, insieme con tutte le associazioni che hanno a cuore la Costituzione e l’articolo 21, tutte le iniziative possibili, politiche e giudiziarie, in Europa e in Italia.
Siamo abituati a rispettare le regole e le leggi, ma quando una norma si propone di ridurre ulteriormente la libera circolazione delle idee e delle opinioni, è altrettanto doveroso praticare l’obiezione di coscienza e percorrere tutte le strade utili a disattivare questa mostruosità.
Nei prossimi giorni il servizio d’ordine del conflitto di interessi festeggerà dunque "l’illegittimo impedimento day", subito dopo spetterà a tutti noi promuovere centinaia di iniziative per la legalità e per la Costituzione, lo faremo utilizzando quella Rete che loro vorrebbero imbavagliare, ma che sarà una delle cause della loro futura sconfitta.
Giuseppe Giulietti
(2 febbraio 2010)
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