Fermiamo la superporcata

Paolo Flores d’Arcais

, il Fatto quotidiano, 8 marzo 2011

Berlusconi la sua jihad contro la nostra Costituzione nata dalla Resistenza l’ha dichiarata da tempo, sboccatamente. Non se n’è accorto solo chi colpito gravemente dalla sindrome della “servitù volontaria”. Ora, l’arcoriano compagno di merende di Gheddafi ha annunciato anche il primo bombardamento a tappeto, quello che deve distruggere le difese del paese e terrorizzare la popolazione che intende resistere. Gli ordigni verranno sganciati giovedì da un consiglio straordinario dei ministri, che li spaccerà con la più lurida delle menzogne: “riforma della giustizia”. “Epocale”, ha tromboneggiato l’egocrate, “epocale” ha ripetuto e più che mai ripeterà da milioni di tubi catodici l’eco di maggiordomi malamente travestiti da giornalisti. E intanto, perfino giornali non dichiaratamente asserviti continuano a cianciare di un introvabile “conflitto tra politica e magistratura”. Qui c’è solo una banda di inquisiti e inquisendi che pur di garantirsi impunità per vecchi e nuovi crimini ha deciso di fare terra bruciata delle istituzioni e della decenza.

Di fronte a questa incoercibile pulsione di “avvelenare i pozzi” che sempre caratterizza i dispotismi alle strette, avevamo proposto ai parlamentari di opposizione di dimettersi in massa, provocando scioglimento delle camere e nuove elezioni. Hanno risposto che era autolesionista. Abbiamo allora proposto che passassero all’ostruzionismo sistematico, per paralizzare la capacità legislativa delle cricche. Hanno risposto che bisognava distinguere. A forza di “non criminalizzare” un regime che non è fascismo solo perché è l’equivalente funzionale e post-moderno del fascismo, siamo arrivati al bombardamento contro la Costituzione di giovedì prossimo. Sarà un Vietnam, annunciano ora i capi delle opposizioni parlamentari. Espressione impegnativa.

Non facciamo polemiche, anzi. Vogliamo prendere in parola questi viet-cong di elezione. Vorremmo che illustrassero solennemente e puntualmente tutte le azioni che intendono fare per procurare agli occupanti berlusconiani la loro rotta di Saigon. Vorremmo essere certi che in ogni secondo di accesso in televisione combatteranno questa guerriglia inevitabilmente giustizialista, ricordando una per una le infamie e i crimini a cui Berlusconi e i suoi omertosi sfuggiranno, e il carico mostruoso di denegata giustizia a cui condanneranno decine di migliaia di cittadini, pur di salvare se stessi.
Vorremmo che ascoltassero le piazze democratiche. Perché Berlusconi può essere sconfitto, oggi più che mai. Basta volerlo sul serio.

(8 marzo 2011)

Condividi Bookmark and Share



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.