Fermiamo l’assalto all’opinione pubblica
“Ne vale la pena? Agli italiani interessa il tema delle intercettazioni? Non facciamo errori, non diamo una mano a Berlusconi, opponiamoci, ma senza schiamazzi, attenzione a non mettere in difficoltà il presidente Napolitano… in fondo non ha tutti i torti, giudici e cronisti hanno davvero rotto le scatole…”. Queste e altre amenità ce le siamo sentiti ripetere da coloro che tutto sanno, che tutto prevedono, che non riescono mai a trovare il momento giusto per indignarsi e per ribellarsi, se fosse stato per loro Mussolini si starebbe godendo serenamente la vecchiaia a Predappio.
In ogni caso, ci fosse persino un pizzico di possibile verità nelle loro parole, non ci sarebbe possibile chinare il capo e attendere che la nottata passi, come avrebbe detto il grande Eduardo.
Non ci è possibile perché in questi giorni, come ha scritto Stefano Rodotà, si sta consumando una delle più gravi rotture costituzionali, un vero e proprio assalto all’articolo 21 della Costituzione.
Non si tratta di solidarizzare con questo o quel cronista, ma di impedire l’oscuramento dell’opinione pubblica. Il loro obiettivo non è solo quello di tirare un colpo ai giudici e ai giornalisti, ma ancor più vogliono impedire che i cittadini possano essere informati sulla Tangentopoli bis, della quale per ora si conosce solo la parte più superficiale, che probabilmente non è la più grave, né per quantità né soprattutto per qualità dei protagonisti, dei burattini e dei burattinai.
Per queste ragioni non solo è giusto opporsi in sede parlamentare, ma è altrettanto necessario promuovere decine e decine di iniziative in tutta Italia, spiegando ovunque e al più grande numero di persone che loro saranno le vere vittime del bavaglio e delle manette.
Bene hanno fatto i viola a convocare ovunque iniziative e sit in, bene ha fatto la Federazione della Stampa ad annunciare lo sciopero generale, allo stesso modo dobbiamo ringraziare i giuristi e i ricercatori dell’università Federico II di Napoli, coordinati dal professor Roberto Mastroianni, che hanno già predisposto la prima bozza di ricorso da presentare al tribunale europeo.
Non bisognerà dargli tregua, a questo proposito vi segnaliamo una singolare iniziativa promossa da articolo 21 che sta raccogliendo le firme sotto una sorta di neo giuramento di Ippocrate dedicato questa volta alla libertà di informazione.
Centinaia e centinaia di donne e di uomini, giornalisti e non, si impegnano, se e quando il bavaglio sarà approvato, a dare comunque ogni notizia di pubblico interesse facendo prevalere sempre e comunque il diritto alla conoscenza su qualsiasi norma ingiusta e incivile.
Il grande censore, il proprietario unico dei media, ha bisogno della oscurità e del buio, politico, mediatico, etico, per contrastare la disgregazione dell’impero e per ridurre in un angolo i suoi oppositori, interni ed esterni. Proprio per questo non bisogna dargli tregua, è necessario inventare tutte le forme possibili di lotta e di comunicazione per illuminare a giorno la scena del delitto, per portare sotto i riflettori quello che vorrebbero nascondere sotto i tappeti
Quello che oggi appare impossibile, potrebbe accadere nel giro di poche settimane, allora neppure un immenso bavaglio potrà fermare la rovinosa caduta di chi aveva tentato di farsi Dio, senza averne i requisiti minimi, e non potendo neppure comprare la carica perché, per nostra fortuna, non solo è già occupata, ma non è neppure contendibile.
Giuseppe Giulietti
(22 maggio 2010)
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