Flores d’Arcais: “Bloccare il Parlamento si può, basta volerlo”

Caterina Perniconi

, da il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2011

“Una riunione solenne e separata di tutti i parlamentari dell’opposizione, nella quale, di fronte al paese, solennemente si giura che si utilizzerà ogni piega del regolamento per paralizzare i lavori delle camere fino alle dimissioni di Berlusconi, data l’emergenza democratica costituita da un governo eversivo. Questo lo hanno già fatto? Questo non cambierebbe nulla? Per favore!”.

Paolo Flores d’Arcais, primo firmatario dell’ lanciato ieri da MicroMega e dal Fatto Quotidiano, “Bloccate il Parlamento”, chiede nuovamente alle opposizioni un gesto politico a dimostrazione della loro volontà di combattere il governo Berlusconi, sul terreno parlamentare, con ogni mezzo. “Il pregio dell’appello lanciato è la nettezza – spiega Michele Ventura, vice capogruppo dei deputati del Partito democratico – ci sono occasioni, come il milleproroghe in aula questi giorni, in cui è necessario fare ostruzionismo, e l’abbiamo fatto con forza, fino all’arrivo della lettera di Napolitano. Il governo sta scegliendo la strada dei decreti approvati con voto di fiducia perché non ha i numeri per gestire le votazioni in aula. Per passare dovrebbe tenere i membri del governo incollati ai banchi della Camera ma è impossibile”. Però, sostiene Ventura “ci sono altri casi, come quando si discute il programma del rientro del debito da presentare all’Unione europea, in cui bisogna lavorare insieme. E poi c’è una parte del calendario in quota all’opposizione, e noi stiamo discutendo quali provvedimenti inserire, soprattutto di carattere economico e sociale, per dimostrare che ci occupiamo dei problemi dei cittadini, per marcare chiaramente la nostra differenza. Anche perché, con quel che sta accadendo nel Mediterraneo, sarebbe per noi necessario avere un governo autorevole che discuta con l’Europea di come sta cambiando il mondo arabo e cosa può comportare per l’Italia”.

Ma c’è chi, come l’Udc, il blocco del Parlamento non lo prende proprio in considerazione: “Questi metodi sono pensati senza dubbio a fin di bene e per liberare il paese – afferma Roberto Rao, deputato del partito di Casini – ma una volta usati, chiunque può servirsene e noi non vogliamo creare il precedente. La lettera del capo dello Stato sul milleproroghe ha dimostrato che la nostra Costituzione ha tutta la forza necessaria a evitare eventuali derive dittatoriali. Ci sono sicuramente forme di partecipazione democratica, come la piazza, che ci consentono di esprimere il dissenso. Di certo c’è che bisogna costruire un’alternativa politica che ci faccia battere Berlusconi se vogliamo arrivare alle sue dimissioni”.

Un’alternativa è necessaria anche per Massimo Donadi, presidente dei deputati dell’Italia dei valori, che però sull’ostruzionismo non la pensa come l’Udc: “Noi l’ostruzionismo lo facciamo quanto più possibile e quasi sempre da soli – spiega Donadi – di certo l’appello della società civile è un’astrazione pienamente condivisibile ma solo in parte realizzabile. Dico così perché purtroppo oggi i regolamenti di Camera e Senato non ci permettono un blocco totale dei rami del Parlamento. Al Senato è praticamente irrealizzabile. Quello che possiamo fare è chiedere ogni volta la verifica legale del voto, ma serve solo al rallentamento dei lavori, non al blocco. Mentre alla Camera possiamo farlo con i decreti legge, ma su richiesta della maggioranza il presidente può applicare la cosiddetta “tagliola” sospendendo le dichiarazioni dell’opposizione. Non è questo il modo in cui riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi. Secondo me, infatti, l’unica cosa che farebbe crollare Berlusconi come un castello di carte sarebbe la messa in campo di una vera alternativa, con la definizione di una coalizione chiara, con un programma condiviso e un leader che rappresenti tutti”.

Ma il promotore Flores d’Arcais non ci sta: “Tecnicamente potrebbero bloccare ogni ‘calendario condiviso’ (così decide il presidente). E poi fare filibustering nelle conversioni dei decreti, sull’ordine dei lavori, sui verbali, sul rispetto dei regolamenti. Certo, non si può fare se non si è convinti che siamo all’emergenza democratica…”

(23 febbraio 2011)

Condividi Bookmark and Share



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.