Flores d’Arcais: “L’Idv è poca cosa, i due ex pm la sciolgano”
Intervista a Paolo Flores d’Arcais di Daria Gorodisky, il Corriere della Sera, 5 gennaio
ROMA — Paolo Flores d’Arcais non vede più divisioni, all’interno dell’Italia dei valori, tra Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, «né mi sembra rilevante». Fondatore e direttore della rivista politico-culturale MicroMega, Flores d’Arcais ha vissuto attraversando le bandiere del Pci (ne venne espulso come trotzkijsta), del ’68, dei socialisti («però non fui iscritto e poi ruppi con Craxi»), del Pds e della stagione dei girotondi. E un anno fa si era riavvicinato alla politica attiva con il tentativo — rapidamente naufragato — di formare per le elezioni europee una lista dei «senza partito» che potesse avvalersi del sostegno dell’Idv. L’appoggio non arrivò.
In novembre, la sua rivista aveva polemizzato con Di Pietro sui problemi interni al partito, cioè quelli sollevati dal gruppo di De Magistris.
È una cosa vecchia.
In effetti da oltre un mese i due hanno trovato un accordo. L’Idv dunque funziona?
Adesso ho un nuovo auspicio: lo scioglimento del partito per dare vita a una nuova grande formazione politica che raccolga tutti i cittadini che sono ancora dalla parte della Costituzione in modo coerente, visto che il Pd di D’Alema e Veltroni non è più all’altezza di questo compito. E l’Idv è poca cosa rispetto a questo obiettivo.
Chi dovrebbe scioglierlo e chi dovrebbe formare il nuovo partito?
Di Pietro e De Magistris insieme, azzerando tutte le cariche locali del partito, e solo con i cittadini: la nomenklatura e gli altri partiti ormai sono pezzi di partitocrazia. Inoltre, le centinaia di migliaia di persone scese in piazza otto anni fa con i girotondi e un mese fa con la grande manifestazione viola del No-B Day non si aggregheranno intorno a qualcosa di già esistente.
Condivide le iniziative dell’Idv a difesa dei lavoratori? Da Termini Imerese all’ex Eutelia?
Sono tutte iniziative di lotta autonome della società civile, che spero si moltiplichino. L’Idv ha il grande merito di averle appoggiate.
Ieri il deputato Francesco Barbato ha occupato l’Aula di Montecitorio per protestare contro l’assenza di provvedimenti a favore dell’occupazione.
Un gesto simbolico lodevolissimo.
E le critiche che Di Pietro e De Magistris hanno rivolto ad alcune recenti affermazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in materia di unità per le riforme?
A metà dicembre, dopo le dichiarazioni di guerra di Berlusconi alla Costituzione repubblicana di fronte ai parlamentari dc europei, il presidente Napolitano parlò testualmente di "violento attacco alle istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione". Sono queste le affermazioni più importanti e più lucide fatte da presidente nel corso dell’anno e di cui, purtroppo, è scomparsa ogni traccia nel suo generico discorso di fine anno. Spero che Napolitano riparta da quella sua sacrosanta e doverosa denuncia, poiché in Italia c’è un unico partito dell’odio, quello che vuole distruggere il fondamento dei nostri patti civili, cioè i valori essenziali della Costituzione.
(5 dicembre 2010)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.